News - 06 novembre 2026, 14:30

Energia e affitti, la manovra prova ad alleggerire i costi fissi delle piccole imprese

Un miliardo per l'Energy Release alle PMI, cedolare secca al 21% sui negozi e 2,4 miliardi per la ZES Unica: cosa prevede il disegno di legge

Energia e affitti, la manovra prova ad alleggerire i costi fissi delle piccole imprese

Bollette e affitti sono tra le voci che pesano di più sui conti di artigiani, commercianti e piccole imprese. La manovra 2027, approvata dal governo il 28 ottobre e ora all'esame della Camera, interviene su entrambe, con misure che meritano di essere conosciute prima che il testo diventi definitivo.

La prima novità riguarda l'energia. Il disegno di legge prevede un nuovo Energy Release dedicato alle PMI, finanziato con un miliardo di euro, e conferma lo strumento già attivo per le imprese energivore. Il problema è noto: secondo elaborazioni di Confindustria, riprese a inizio anno, in Italia il costo dell'energia per le imprese è superiore di circa il 30% alla media europea. Nel primo semestre 2025 il prezzo era di 278 euro per megawattora, contro i 242 della Germania, i 183 della Francia e i 171 della Spagna. Un divario che per le attività energivore, ma anche per ristoranti, lavanderie e piccole produzioni, fa la differenza tra margine e perdita.

Il secondo capitolo è quello degli immobili. Per la prima volta la cedolare secca viene estesa agli immobili commerciali, con aliquota al 21%. Come ha sottolineato la premier Meloni, è un'estensione mai vista prima. Per chi è proprietario di un negozio dato in affitto a un'attività, e magari è esso stesso un titolare di partita IVA, significa tassare il canone in modo separato rispetto agli altri redditi, con un possibile risparmio rispetto all'Irpef ordinaria. Per i conduttori, l'effetto indiretto potrebbe essere una maggiore disponibilità di locali e canoni più contenuti, ma è un risultato da verificare nei fatti, non garantito dalla norma.

Sempre sugli affitti, la cedolare sul canone concordato per le abitazioni scende dal 10% al 5%, e all'1% se l'inquilino ha fino a 35 anni. Una misura rivolta ai proprietari di immobili residenziali, che però può avere ricadute su lavoratori autonomi giovani e sulla loro mobilità tra città.

Per le imprese del Sud arriva poi il rifinanziamento della ZES Unica del Mezzogiorno, con uno stanziamento che sale a 2,4 miliardi di euro: la zona economica speciale offre crediti d'imposta e procedure semplificate a chi investe nelle regioni meridionali, un'occasione per le partite IVA che hanno progetti di ampliamento.

In conclusione, il pacchetto va nella direzione di ridurre i costi fissi, ma le norme dovranno superare l'esame del Parlamento e, per alcune parti, il vaglio europeo. Intanto conviene raccogliere le bollette degli ultimi mesi e i contratti di locazione: saranno la base per capire subito se, e quanto, il nuovo disegno di legge potrà aiutare la propria attività.

redazione

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