Per chi vende su Amazon, il Black Friday non si gioca più in un solo giorno. Secondo un’analisi sulle vendite di brand italiani ed europei nell’edizione 2025 (dal 20 novembre al 1° dicembre), il Cyber Monday ha superato il venerdì nero per il 71% dei marchi esaminati, con vendite superiori del 90% alla media giornaliera delle quattro settimane precedenti. Nel weekend tra i due appuntamenti, invece, i volumi sono tornati a quelli di una giornata normale.
Il calendario va quindi seguito per intero: il 65% delle vendite arriva negli otto giorni che precedono il venerdì, mentre il lunedì registra un tasso di conversione superiore del 26% alla media annua. Chi concentra tutto sul venerdì rischia di arrivare al Cyber Monday con offerte già chiuse, scorte ridotte o budget esauriti.
Contano anche le settimane precedenti, quando la conversione scende del 9% rispetto alla media annua e il ritorno sulla spesa pubblicitaria cala dell’11%: i clienti rimandano gli acquisti in attesa degli sconti. Occhio però alle promozioni anticipate: le regole europee calcolano lo sconto sul prezzo più basso dei 30 giorni precedenti, che Amazon mostra accanto all’offerta. Abbassare i prezzi a inizio novembre significa presentarsi al Black Friday con uno sconto che appare più piccolo.
Sul fronte pubblicitario, durante l’evento il costo per clic è salito appena dell’1% e la conversione degli annunci del 15%, ma la spesa giornaliera è cresciuta solo del 13%, contro il 64% del Prime Day di luglio e il 32% della Festa delle Offerte Prime di ottobre. Eppure al Black Friday ogni euro investito in pubblicità ha generato 5,2 euro di vendite, contro i 3,7 del Prime Day. Conviene quindi valutare budget più alti sui prodotti che restano in margine anche dopo i costi pubblicitari, tenendo da parte risorse per il Cyber Monday.
Nella settimana finale le unità vendute sono cresciute del 30%, con prezzi medi quasi stabili (+2%). I dodici giorni di promozioni hanno pesato per il 5,1% delle vendite annuali su Amazon, contro il 3,3% di un periodo medio della stessa durata. Ma è salita anche la quota di ordini rimborsati, passata dal 3,7% al 4,8%.
Per chi vende online, quindi, il Black Friday va valutato sul margine che resta dopo sconti, pubblicità e rimborsi, non solo sui volumi, con scelte coerenti con la strategia commerciale e un controllo del canale da mantenere tutto l’anno.




