Cinque morti in cinque incidenti diversi, nell’arco di una sola giornata, da un capo all’altro del Paese. Mercoledì 4 novembre il bilancio delle vittime sul lavoro si è aggravato ancora, senza differenze tra Nord e Sud né tra grandi gruppi industriali e piccole imprese. E a queste si aggiunge un sesto decesso, arrivato in ospedale a cinque giorni da un infortunio.
Il caso più grave per dimensioni dell’azienda coinvolta è quello di Porto Marghera, dove un operaio romeno di 34 anni è morto nello stabilimento Fincantieri dopo essere stato colto da malore all’interno di una nave in costruzione. Anche un collega intervenuto per soccorrerlo ha accusato un malessere. I vigili del fuoco del nucleo specializzato in rischi chimici e radiologici hanno eseguito misurazioni e campionamenti, l’area è stata sequestrata e la società ha fermato la produzione per l’intera giornata in segno di lutto.
A San Nicolò, nel Piacentino, un dipendente di 54 anni stava leggendo alcuni contatori dell’acqua all’interno di un tombino, davanti a un’abitazione, quando è stato travolto da un’auto in manovra: è morto sul colpo. A Trecate, in provincia di Novara, un operaio di 57 anni è stato schiacciato dal braccio metallico di una gru in un cantiere ed è deceduto poco dopo il ricovero. A San Leucio del Sannio, nel Beneventano, un giovane lavoratore straniero è precipitato da una scala in un’azienda che lavora inerti.
Particolarmente significativo per il nostro mondo è l’incidente di Casarano, nel Leccese: la vittima è un imprenditore edile di 61 anni, titolare della propria ditta, rimasto schiacciato da un cancello scorrevole mentre lavorava in un’abitazione privata.
Un caso che ricorda come la sicurezza non sia un tema solo da lavoro dipendente: artigiani e autonomi sono spesso esposti in prima persona agli stessi rischi dei loro collaboratori. Il giorno precedente era morto in ospedale anche un operaio di 70 anni caduto il 29 ottobre da un’impalcatura in un cantiere di Acquaviva Picena.
I numeri danno la misura del fenomeno. Secondo l’Inail, nei primi otto mesi dell’anno le denunce di infortunio sono state circa 404.809, in crescita del 5,4% rispetto al 2025. L’Anmil segnala un aumento del 2,9% delle denunce con esito mortale: da gennaio sono 701 i lavoratori che hanno perso la vita. Crescono ancora più rapidamente le malattie professionali, salite del 16,3% fino a quota 74.542.




