Le imprese segnalano difficoltà nel reperire le figure ricercate, mentre molte opportunità restano legate a rapporti di durata limitata. È in questo quadro che si colloca l’intervento di Confapi Potenza sul ricambio generazionale nell’artigianato. L’associazione richiama la necessità di affiancare alla riforma del settore strumenti per trasferire le competenze dei lavoratori esperti e facilitare l’ingresso dei giovani. Per Vincenzo Albano, direttore di Confapi Potenza, formazione e apprendistato dovrebbero essere collegati ai fabbisogni effettivi delle aziende, attraverso un confronto stabile con scuole, istituti tecnici e università.
Il divario tra competenze e richieste delle imprese
A ottobre 2026 le imprese italiane hanno programmato 539mila ingressi, il 3,7% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, il 43,6% delle posizioni risulta difficile da coprire: nel 25,6% dei casi viene segnalata la mancanza di candidati, nel 13,6% una preparazione non adeguata. Il fenomeno è particolarmente marcato nelle aziende di dimensioni ridotte. Nel secondo semestre 2025 la difficoltà di reperimento ha riguardato il 52,9% delle entrate nelle imprese con 1-9 dipendenti e il 48,9% in quelle con 10-49 addetti, contro il 46,1% della media. Nelle realtà di piccole dimensioni, dove le figure professionali sono spesso chiamate a seguire più fasi della lavorazione, la sostituzione di un dipendente esperto richiede anche il trasferimento di conoscenze pratiche difficilmente acquisibili attraverso la sola formazione teorica. L'apprendistato viene identificato quindi come uno degli strumenti per affiancare l'ingresso dei giovani all'esperienza maturata in azienda.
Contratti stabili, il divario tra Italia e Basilicata
Le previsioni nazionali di ottobre indicano che soltanto il 21,8% degli ingressi sarà a tempo indeterminato o in apprendistato; il 30% è rivolto agli under 30. In Basilicata, dove Confapi ha rilanciato il tema del passaggio generazionale, le imprese prevedono 4.720 entrate nel mese, in crescita dell’11,5% su ottobre 2025. La quota di contratti stabili si ferma però al 13,5%, mentre l’86,5% riguarda rapporti a termine o altre formule temporanee. Le opportunità destinate agli under 30 sono il 24,3%. La difficoltà di reperimento supera il 45%, secondo la Camera di commercio regionale. Su scala più ampia, l’Istat rileva che nel 2025 il lavoro dipendente a tempo determinato rappresentava l’11% dell’occupazione e il part-time il 16%. La richiesta di rafforzare apprendistato e formazione si inserisce in un mercato in cui il disallineamento professionale convive con un’ampia diffusione di rapporti non stabili.




