News - 31 ottobre 2026, 18:00

Droni, l’Ue accelera: i primi due hub tecnologici europei in Lettonia e nei Paesi Bassi

Il commissario Dombrovskis ha presentato a Riga i progetti pilota che dovranno gettare le basi di una rete continentale per sviluppare e testare tecnologie militari e di contrasto

Droni, l’Ue accelera: i primi due hub tecnologici europei in Lettonia e nei Paesi Bassi

L’Unione europea prova a recuperare terreno nel settore dei droni, considerato strategico sul piano militare. Bruxelles annuncia l’apertura dei primi due hub tecnologici europei dedicati ai droni, che dovrebbero costituire il nucleo di una rete più ampia. A illustrarli è stato il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis, intervenuto a Riga a un convegno sull’industria militare organizzato dalla Nato.

Il primo polo nascerà nel poligono militare di Selonia, in Lettonia, e si concentrerà su droni terrestri e aerei e sui sistemi per contrastarli. Il secondo avrà sede a Scheveningen, nei Paesi Bassi, e sarà dedicato alla sicurezza marittima e dei fondali marini. L’hub lettone sorgerà all’interno del Nato Innovation Range, il centro dell’Alleanza per l’innovazione: una scelta che, nelle intenzioni, rafforza la cooperazione tra Ue e Nato nell’innovazione della difesa.

I due centri sono i progetti pilota del piano Decoder, acronimo di Drone and Counter-Drone European Resolve. Si tratta di uno dei primi cinque progetti europei di interesse comune nel settore difesa, avviati nell’ambito del Programma per l’industria europea della difesa. Secondo Dombrovskis i due hub hanno ambiti diversi ma un obiettivo comune: accelerare sviluppo, sperimentazione e impiego di soluzioni efficaci, sia per l’uso dei droni sia per la difesa contro di essi. L’intento è anche portare più rapidamente le tecnologie dal laboratorio al campo operativo, colmando lacune di capacità e rafforzando la base industriale europea della difesa.

Il commissario ha insistito sul metodo. «Rafforzare le nostre difese non significa solo spendere di più», ha detto, ma spendere meglio e spendere insieme. In questa chiave la rete di hub dovrà collegare le competenze nazionali, l’industria e gli utenti operativi, evitando duplicazioni e garantendo sistemi innovativi e interoperabili.

Un vantaggio, per Dombrovskis, l’Europa ce l’ha già: il partenariato con l’Ucraina. L’esperienza di Kiev nella guerra con i droni è stata centrale nella difesa contro l’invasione su larga scala della Russia. Per questo è stata lanciata l’Alleanza Ue-Ucraina sui droni, che riunisce aziende europee e ucraine con l’obiettivo di sviluppare e produrre insieme droni e sistemi di contrasto.

Restano però alcune incognite. L’annuncio non indica stanziamenti, tempi di apertura degli hub né il numero di imprese coinvolte, elementi che saranno decisivi per capire quanto la rete potrà incidere sul ritardo europeo. Dombrovskis ha chiuso evocando «un’Europa più forte all’interno di una Nato più forte».

Redazione

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