News - 28 ottobre 2026, 10:00

L’euro digitale sostituirà Visa e Mastercard?

Cosa è l'euro digitale e come si integra con i nuovi pagamenti

L’euro digitale sostituirà Visa e Mastercard?

L'euro digitale è una valuta digitale concepita come controparte elettronica del contante, sostenuta direttamente dalla Banca Centrale Europea e non da reti commerciali. Nella seconda metà del 2027 partirà un programma pilota di 12 mesi con 36 società finanziarie, tra cui Deutsche Bank, Revolut, Adyen e UniCredit, puntando a un'accettazione obbligatoria per le imprese, sia fisiche che online, entro il 2029. Questa infrastruttura pubblica si affianca a iniziative private come lo European Network for Payments (ENP), che crea un livello di interoperabilità per connettere soluzioni domestiche di successo  come l'italiano Bancomat, Bizum, Wero, MB WAY e Vipps MobilePay  permettendo scambi di denaro transfrontalieri senza alterare le interfacce a cui gli utenti sono abituati. Insieme, euro digitale ed ENP mirano a diversificare l'architettura dei pagamenti integrando la moneta della banca centrale con i trasferimenti istantanei da conto a conto (A2A).

Da quale esigenza nasce e chi lo offrirebbe
L'infrastruttura sarebbe offerta dall'Eurosistema per arginare una grave dipendenza strategica: nel 2025 Visa e Mastercard hanno elaborato il 47% del valore dei pagamenti con carta nell'Eurozona, mentre 15 dei 21 Paesi dell'area euro non dispongono ancora di una propria soluzione digitale nazionale. Poiché l'uso del contante (l'unica moneta pienamente controllata dalla BCE) è in rapido declino e le aziende che non lo accettano sono triplicate al 12% in tre anni, le istituzioni ritengono essenziale mantenere attiva un'opzione pubblica. A livello geopolitico, i pagamenti sono ormai considerati infrastrutture critiche al pari dell'energia e delle telecomunicazioni. L'euro digitale e le reti di interconnessione nascono quindi per fornire un'infrastruttura di emergenza (fallback), garantendo che l'Europa non dipenda interamente da reti estere in caso di interruzioni, un timore acuito dal crescente uso delle sanzioni finanziarie come strumento di politica estera.

Quali sarebbero i vantaggi per l'economia degli stati europei
L'obiettivo per l'economia europea non è l'isolamento dai network globali, ma la "sovranità", intesa come la certezza di avere sempre un'infrastruttura alternativa per muovere il proprio valore. I pagamenti istantanei da conto a conto cambiano l'economia delle transazioni, consentendo ai commercianti di bypassare la costosa catena delle carte di credito (emittente, rete, acquirer). Questo fattore è fondamentale per i commercianti europei, i quali hanno denunciato un aumento del 33,9% delle commissioni sui circuiti di carte tra il 2018 e il 2022. Sebbene lo sviluppo comporti costi stimati in 1,3 miliardi di euro per la BCE e tra 4 e 6 miliardi per le banche, l'investimento è giustificato dal volume dei pagamenti non in contanti dell'area euro, pari a ben 233,8 trilioni di euro nel 2025. Un sistema standardizzato renderebbe l'Europa un mercato più economico per fare affari, offrendo a imprese e banche maggiore potere negoziale e una reale flessibilità di instradamento dei pagamenti in un panorama che cesserà di essere frammentato.

Patrick Chiavuzzo

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