Milano, 27 ottobre 2026 – Il patrimonio religioso italiano rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità storica, culturale e spirituale del Paese, oltre a costituire una risorsa capace di generare valore per i territori e le comunità. Da questa consapevolezza ha preso le mosse il convegno nazionale Il Capitale Spirituale dell’Italia – Patrimonio religioso, accoglienza e turismo come risorse per il Paese, svoltosi ieri pomeriggio nella Sala Turismo di Confcommercio Milano, a Palazzo Castiglioni.
L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo ecclesiale, accademico, imprenditoriale e dell’informazione per approfondire le prospettive del turismo religioso e il suo contributo allo sviluppo culturale, sociale ed economico, con particolare attenzione ai borghi, alle aree interne e ai territori meno conosciuti.
L’iniziativa è stata promossa da Marcello Guadalupi, presidente dell’Impresa Sociale MilanoPerCorsi, Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network (WRTN), Italia Professioni e Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, presieduta da Fabio Rocchi, con la collaborazione di Viator Media, PilgriMaps, La Cittadella del Sapere, Allatra Italia, Fondazione Bambino Gesù del Cairo e ConfGuide – Federazione Nazionale Guide Turistiche di Confcommercio Professioni.
Rai Cultura e Rai News.it hanno partecipato in qualità di media partner. Il convegno ha inoltre ricevuto patrocini istituzionali e accademici, tra cui quelli del Ministero del Turismo, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana, della Commissione europea, dell’Ordine nazionale dei giornalisti, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, della LUMSA, della IULM, dell’Università ISFOA e dell’ANCI.
Il Capitale Spirituale come risorsa per il Paese
Il concetto di Capitale Spirituale ha rappresentato il filo conduttore del confronto: un patrimonio diffuso, composto da chiese, santuari, monasteri, abbazie, cammini, opere d’arte, tradizioni e memorie collettive, che appartiene alla storia italiana e può contribuire al futuro delle comunità.
Il dibattito ha approfondito tre dimensioni complementari: quella economica e territoriale, legata alla valorizzazione delle destinazioni e alla vitalità dei borghi; quella culturale, connessa alla tutela e alla trasmissione del patrimonio; e quella ecclesiale e spirituale, che riconosce ai luoghi della fede un significato irriducibile alla sola fruizione turistica.
La sfida consiste nel promuovere un modello capace di generare sviluppo sostenibile, tutelando al contempo l’identità dei luoghi sacri e il significato autentico del pellegrinaggio.
Gli interventi
Ad aprire i lavori è stato Massimo Loiacono direttore di Italia Professioni, che ha rivolto un saluto ai partecipanti, sottolineando il valore dell’iniziativa e l’importanza di ospitare un confronto nazionale sul turismo religioso nella prestigiosa sede di Palazzo Castiglioni, presso Confcommercio Milano.
Ha richiamato il significato della collaborazione tra istituzioni, professioni e realtà associative per promuovere un settore capace di coniugare valorizzazione culturale, accoglienza e sviluppo territoriale.
Marcello Guadalupi, presidente dell’Impresa Sociale MilanoPerCorsi, ha presentato le finalità del convegno, evidenziando il ruolo del turismo nella valorizzazione del patrimonio culturale e nella crescita delle comunità locali. Ha sottolineato come il patrimonio religioso possa rafforzare l’attrattività dei territori, sostenere le economie locali e promuovere nuove progettualità, soprattutto nei borghi e nelle aree meno conosciute, favorendo uno sviluppo equilibrato e sostenibile.
Anna Scavuzzo, vicesindaca e assessora all’Educazione e alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, in collegamento video, ha portato il saluto della città, richiamandone le profonde radici religiose e culturali, testimoniate da Sant’Ambrogio, dal Duomo, dalle basiliche e dai chiostri.
Ha ricordato il significato storico dell’Editto di Milano del 313, associato a Costantino e al riconoscimento della libertà di culto.
Milano, città nella quale convivono culture e religioni differenti, può rappresentare un laboratorio di accoglienza e dialogo. In questa prospettiva, il turismo religioso favorisce la conoscenza reciproca e rafforza la collaborazione tra istituzioni, mondo ecclesiale e imprese, promuovendo sostenibilità e pace.
Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network, ha richiamato il valore strategico dell’iniziativa, indicando nella sostenibilità, nella solidarietà e nella spiritualità i principi fondanti di un turismo religioso autentico. La Rete, presente in 18 Paesi, intende consolidare la propria attività in Italia attraverso progetti replicabili e collaborazioni capaci di valorizzare i luoghi della fede.
Al centro della sua visione vi è il turismo dell’anima, un’esperienza che supera la semplice visita e diventa occasione di ricerca interiore, incontro e conoscenza. Maimone ha inoltre sottolineato la necessità di contrastare la mercificazione del patrimonio religioso, valorizzando i borghi, le aree interne e le risorse territoriali. In questa direzione si colloca la proposta di avviare uno studio scientifico sul settore e di sottoporre alle istituzioni una proposta per una sede nazionale dedicata al turismo religioso.
Marco Fagotti: il patrimonio religioso come memoria viva della fede
Marco Fagotti, incaricato della Sezione Turismo religioso dell’Ufficio Catechistico Nazionale, ha sottolineato il legame profondo tra turismo religioso, evangelizzazione e patrimonio culturale.
Chiese, santuari, monasteri e abbazie non sono soltanto testimonianze artistiche e architettoniche, ma luoghi nei quali si conserva la memoria viva della fede cristiana e della storia delle comunità.
La loro valorizzazione richiede uno sguardo capace di andare oltre la dimensione estetica, restituendo alle opere e agli spazi sacri il significato spirituale che li ha generati. In questa prospettiva, la formazione delle guide e il coinvolgimento delle comunità ecclesiali diventano essenziali per trasformare la visita in un’esperienza di conoscenza, contemplazione e riscoperta delle radici cristiane.
Il turismo religioso può così favorire nuove occasioni di evangelizzazione e avvicinare le generazioni contemporanee a un patrimonio che non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il presente.
Il messaggio di Papa Leone XIV: la fede cristiana è radicata nella storia
Uno dei momenti più significativi del convegno è stato la lettura, da parte di Massimo Pavanello, incaricato per il Turismo e i Pellegrinaggi dell’Arcidiocesi di Milano, del messaggio inviato da Papa Leone XIV attraverso il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità.
Di seguito, il testo integrale del messaggio, così come fornito dagli organizzatori.
Il messaggio del Santo Padre
"In occasione del convegno Il Capitale spirituale dell’Italia , il Santo Padre invia il suo Bene augurante saluti per tale importante e enti di riflessione sul turismo religioso come risorsa e contributo alla conoscenza reciproca tra cultura e popoli. Il sommo pontefice, mentre incoraggia a perseverare nell'impegno di unire tradizione e fede al servizio della collettività, rammenta che "il cristianesimo non è nato da una idea, ma da una carne, non da un concetto astratto, ma da un grembo, da un corpo, da un sepolcro. La fede cristiana, nel suo cuore più autentico, è storica: si fonda su eventi concreti, sui volti, sui gesti, si parole pronunciate in una lingua, in un epoca, in un ambiente". (lettera apostolica, 11 dicembre 2025). Con tali sentimenti Papa Leone XIV invoca la materna protezione della Vergine Maria e di cuore invia a tutti la desiderata benedizione apostolica.
Cardinale Pietro Parolin
Segretario di Stato di Sua Santità
Dal Vaticano, 26 ottobre 2026"
Il significato del messaggio pontificio
Il messaggio del Santo Padre conferisce al convegno una particolare profondità spirituale e richiama il significato autentico della valorizzazione del patrimonio religioso. Il cristianesimo, come sottolinea il passaggio citato, è una fede incarnata nella storia, legata a eventi concreti, persone, luoghi e comunità.
Chiese, santuari, monasteri e cammini custodiscono pertanto una memoria che non è soltanto artistica o architettonica, ma anche umana e spirituale. La loro tutela richiede rispetto per l’identità religiosa e consapevolezza del valore che essi continuano a esprimere per i fedeli, per i visitatori e per le generazioni future.
Il richiamo pontificio a unire tradizione e fede al servizio della collettività si inserisce pienamente nel tema del Capitale Spirituale dell’Italia: un patrimonio da valorizzare senza snaturarlo, affinché possa favorire conoscenza reciproca, accoglienza e dialogo tra i popoli.
Massimo Pavanello: il pellegrinaggio tra ricerca interiore e accoglienza
Nel suo intervento, Massimo Pavanello ha approfondito il significato antropologico e spirituale del pellegrinaggio, evidenziando come il cammino possa rispondere a esigenze diverse: preghiera, ricerca interiore, conoscenza del territorio e incontro con le comunità.
Ha richiamato l’importanza di destagionalizzare i flussi turistici, valorizzando anche il periodo natalizio, e di promuovere la rete dei cammini lombardi. In vista del Giubileo del 2033, ha sottolineato la necessità di un’accoglienza sostenibile, capace di armonizzare le esigenze di pellegrini, visitatori e residenti, nel rispetto dell’ambiente e dell’identità dei luoghi.
Il pellegrinaggio si configura così non soltanto come un itinerario geografico, ma come un’esperienza che unisce dimensione spirituale, conoscenza e relazione con il territorio.
Ospitalità religiosa e cooperazione internazionale
Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, ha illustrato le dimensioni del settore, richiamando una rete di circa 3.000 strutture e una capacità ricettiva prossima ai 200.000 posti letto. Ha evidenziato l’importanza di una raccolta sistematica dei dati per misurare il contributo dell’ospitalità religiosa al turismo nazionale e comprenderne le ricadute sui territori.
Edit Székely, coordinatrice europea della World Religious Tourism Network, ha illustrato la crescita della Rete, presente in 18 Paesi tra Europa e America Latina, evidenziando come nel 2026 gli aderenti europei siano passati da 11 a 36.
Nata da un progetto della Tourism Society Think Tank, la Rete promuove il turismo religioso e il dialogo interculturale attraverso la valorizzazione delle principali tradizioni religiose del mondo: cristianesimo, ebraismo, islam, induismo e buddhismo. L’obiettivo è favorire la conoscenza reciproca, la condivisione di buone pratiche e la costruzione di percorsi di cooperazione internazionale capaci di valorizzare il patrimonio spirituale, culturale e storico dei territori.
Nel suo intervento, Székely ha inoltre richiamato il coinvolgimento dell’Area Sud della Basilicata, con i suoi 27 Comuni, sottolineando l’importanza di inserire anche le destinazioni meno conosciute in una rete internazionale di collaborazione. Un’opportunità per promuovere le identità locali, rafforzare le relazioni tra territori e favorire un modello di sviluppo turistico sostenibile, fondato sul rispetto delle diverse fedi, sul dialogo tra le culture e sulla valorizzazione delle risorse locali.
Guide turistiche e comunicazione: interpretare e raccontare il patrimonio
Debora Lo Conte, consigliera della Federazione Nazionale Confguide, ha evidenziato il ruolo delle guide turistiche nella trasmissione del significato storico, artistico e spirituale delle opere. La formazione consente di trasformare la visita in un’esperienza di conoscenza, nella quale la bellezza diventa una via per comprendere la storia e la fede dei territori.
Silvia Costantini, fondatrice di Viator Media, ha approfondito il ruolo della comunicazione e degli strumenti digitali nella promozione dei luoghi religiosi. Raccontare efficacemente il patrimonio significa renderlo accessibile a pubblici diversi, valorizzare destinazioni meno note e promuovere forme di turismo consapevole, rispettose delle comunità locali.
Basilicata, il cammino come strumento di valorizzazione territoriale
Nicola Timpone, direttore del GAL La Cittadella del Sapere, ha presentato l’accordo tra l’Area Sud della Basilicata, che coinvolge 27 Comuni tra cui Maratea, e la World Religious Tourism Network, finalizzato alla promozione internazionale del patrimonio territoriale e dei cammini spirituali.
Tra i progetti illustrati figura il Cammino Spirituale Basilicata Coast to Coast, ispirato al film Basilicata Coast to Coast, diretto e interpretato da Rocco Papaleo, che contribuì a far conoscere la regione e i suoi paesaggi.
Il progetto intende coniugare natura, cultura, spiritualità e tradizioni locali, trasformando il cammino in uno strumento di conoscenza del territorio e di valorizzazione delle comunità. La collaborazione internazionale potrà favorirne la promozione, rafforzando l’attrattività della Basilicata e generando ricadute culturali ed economiche diffuse.
La cura del creato e la responsabilità ambientale
Nabil Bougarech, rappresentante del Centro di Ricerca Globale ALLATRA, ha dedicato il proprio intervento alla tutela dell’ambiente e del creato, richiamando il messaggio di San Francesco d’Assisi e la responsabilità verso la casa comune. Ha illustrato l’impegno di ALLATRA nella sensibilizzazione sul problema delle microplastiche, sottolineando la necessità di azioni concrete a tutela degli ecosistemi.
La cura del creato si collega direttamente al turismo religioso, soprattutto nei cammini e negli itinerari naturalistici, dove il rispetto del paesaggio e delle comunità diventa parte integrante dell’esperienza spirituale.
Stefano Masullo: patrimonio culturale e sviluppo locale
Stefano Masullo, magnifico rettore dell’Università ISFOA, ha approfondito il contributo del turismo religioso allo sviluppo economico e sociale dei territori, evidenziando l’importanza di una valorizzazione integrata del patrimonio storico, culturale, paesaggistico e delle identità locali.
A sostegno della sua riflessione ha presentato il caso di Bolgar, città che, secondo i dati illustrati nel suo intervento, accoglie circa 600.000 visitatori l’anno a fronte di una popolazione di 8.251 residenti nel 2021. L’esempio mostra come una strategia coordinata di promozione del patrimonio possa rafforzare l’attrattività di una destinazione e generare positive ricadute economiche e sociali per la comunità.
Milano, città di incontro e fraternità
Hector Villanueva, fondatore di Milano Siamo Noi, ha richiamato la vocazione di Milano all’incontro tra persone e comunità diverse, presentando proposte di itinerari nelle principali basiliche e chiese cittadine e percorsi dedicati al dialogo tra le comunità.
Il turismo religioso può contribuire a riscoprire il patrimonio cristiano della città e, contemporaneamente, rafforzare integrazione, fraternità e conoscenza reciproca, facendo dei luoghi della fede spazi di incontro tra storia, spiritualità e contemporaneità.
Turismo religioso: crescita economica, tutela del patrimonio e richiesta di una sede istituzionale nazionale
Uno dei temi centrali emersi dal convegno riguarda la necessità di riconoscere al turismo religioso una rilevanza strategica all’interno delle politiche turistiche nazionali, attraverso strumenti adeguati di promozione, coordinamento e tutela.
La crescita del settore, in Italia e a livello internazionale, rende sempre più urgente una riflessione sul suo sviluppo e sulla necessità di preservarne l’identità. Il turismo religioso coinvolge pellegrini, visitatori e comunità, generando ricadute che interessano l’ospitalità, i trasporti, le guide, la ristorazione, il commercio e l’economia dei territori.
Anche in Italia i dati evidenziano una crescita significativa. Nel 2025, secondo i dati diffusi sul portale istituzionale Italia.it, i cammini religiosi italiani hanno registrato 300.046 viaggiatori, con un incremento del 56,7% rispetto al 2024 e un impatto economico stimato in 336,4 milioni di euro. Si tratta di indicatori riferiti ai cammini religiosi, che non esauriscono l’intero comparto del turismo religioso, ma ne confermano il potenziale di sviluppo.
Questi risultati mostrano come il patrimonio religioso possa contribuire alla valorizzazione delle destinazioni, alla vitalità delle economie locali e alla riscoperta delle aree interne, favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici. Al tempo stesso, la crescita della domanda rende necessario un modello capace di prevenire il rischio che i luoghi della fede siano sottoposti a logiche di mercificazione, sfruttamento commerciale e speculazione, con la conseguente perdita del loro significato spirituale e della loro funzione comunitaria.
Da questa consapevolezza nasce la richiesta di promuovere, attraverso un confronto con il Governo e il Ministero del Turismo, l’istituzione di una sede nazionale dedicata al turismo religioso, quale presidio permanente di analisi, coordinamento, promozione e tutela del settore.
La proposta, sostenuta dalla World Religious Tourism Network e condivisa nell’ambito dell’iniziativa con MilanoPerCorsi, mira a favorire il dialogo tra istituzioni, Chiesa, enti territoriali, operatori turistici, università e realtà associative.
Una sede dedicata potrebbe contribuire alla raccolta sistematica dei dati, alla definizione di strategie condivise, alla valorizzazione delle destinazioni meno conosciute e alla salvaguardia dell’identità culturale e spirituale dei luoghi.
L’obiettivo non è frenare lo sviluppo economico del turismo religioso, ma accompagnarlo responsabilmente, affinché la crescita economica rimanga compatibile con la tutela del patrimonio, il rispetto delle comunità e la natura autentica dell’esperienza di pellegrinaggio.
La spiritualità al centro: custodire l’anima dei luoghi
Nel corso del confronto è emersa con chiarezza la necessità di mantenere la spiritualità al centro di ogni strategia di valorizzazione del turismo religioso. Chiese, santuari, monasteri, abbazie ed eremi non possono essere considerati esclusivamente attrazioni turistiche: sono luoghi di preghiera, silenzio, ascolto, accoglienza e ricerca interiore, nei quali si conserva una parte essenziale della memoria storica e spirituale delle comunità.
La promozione turistica deve procedere insieme alla tutela della dimensione sacra, evitando che la logica commerciale prevalga sul significato religioso e umano dei luoghi. Il pellegrinaggio non è soltanto un viaggio verso una destinazione, ma un’esperienza che può coinvolgere profondamente la persona, favorendo riflessione, conoscenza di sé e incontro con gli altri.
In questa prospettiva, la valorizzazione del patrimonio religioso richiede una collaborazione autentica tra istituzioni civili, autorità ecclesiastiche, operatori, professionisti e comunità locali. Formazione, informazione corretta, accoglienza rispettosa e gestione sostenibile possono contribuire a rendere i luoghi della fede accessibili senza snaturarne l’identità.
Particolare attenzione è stata dedicata alla capacità del turismo religioso di sostenere i piccoli borghi e le aree interne, contrastando lo spopolamento e favorendo la riscoperta di tradizioni, paesaggi e patrimoni spesso marginali rispetto ai principali circuiti turistici. Cammini spirituali e itinerari culturali possono diventare occasioni di incontro tra visitatori e residenti, generando benefici territoriali e rafforzando il senso di appartenenza delle comunità
Religious Tourism for Peace: il turismo religioso come strumento di pace
Nel corso del convegno è stata presentata l’iniziativa Religious Tourism for Peace, promossa dalla World Religious Tourism Network e alla quale ha aderito l’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana.
In un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, il turismo religioso può favorire il dialogo interculturale e interreligioso, promuovendo la conoscenza reciproca, la fraternità e il rispetto della dignità umana. Pellegrinaggi, cammini e incontri nei luoghi della fede diventano così occasioni concrete per superare pregiudizi e costruire relazioni di pace.
L'niziativa si inserisce nella visione del Capitale Spirituale dell’Italia, riconoscendo nel patrimonio religioso non soltanto una risorsa culturale ed economica, ma anche un ponte tra popoli e comunità.
Conclusioni: un patrimonio da custodire e trasmettere
Il convegno nazionale Il Capitale Spirituale dell’Italia ha posto in evidenza la necessità di coniugare sviluppo economico, tutela culturale e autenticità spirituale. La crescita del turismo religioso rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare i territori, sostenere le economie locali e rendere accessibile un patrimonio diffuso, ma richiede strumenti di coordinamento e tutela adeguati alla sua importanza.
La proposta di una sede istituzionale nazionale dedicata al settore si inserisce in questa prospettiva: accompagnare lo sviluppo, contrastare i rischi di mercificazione e preservare il significato dei luoghi della fede.
Il messaggio di Papa Leone XIV, richiamando il radicamento storico e umano del cristianesimo, ha offerto al confronto un riferimento spirituale fondamentale. Il patrimonio religioso non è soltanto una risorsa da promuovere, ma un’eredità da custodire e trasmettere, perché continui a parlare alle persone e alle generazioni future.
Dalla tutela dei beni culturali alla promozione dei cammini, dalla formazione delle guide alla cooperazione internazionale, il confronto ha evidenziato la necessità di unire competenza, sensibilità spirituale e rispetto delle comunità.
Il Capitale Spirituale dell’Italia è una risorsa culturale, sociale ed economica, ma soprattutto un patrimonio umano e spirituale da proteggere. Valorizzare il turismo religioso significa preservare la memoria, rispettare la fede, sostenere le comunità e trasformare il viaggio in un’occasione di dialogo, fraternità e pace tra i popoli.




