Il gas torna a farsi sentire sui bilanci delle piccole attività. Alla chiusura del 26 ottobre l’indice Ttf di Amsterdam è salito del 2,5%, a 96,17 euro al megawattora, spinto dalle previsioni di maggiore domanda legate al clima e dai timori per il conflitto in Medio Oriente e per la situazione dello stretto di Hormuz. Nello stesso giorno il petrolio ha chiuso a 101,76 dollari al barile. Un contesto che alimenta l’incertezza di chi deve pianificare i costi di un negozio, di uno studio o di un laboratorio.
Proprio sulle microimprese si concentra la quarta edizione dell’osservatorio Edison-Censis. Il 67% teme che gravi eventi internazionali provochino rialzi dei prezzi dell’energia. E il 71% considera importanti le offerte a prezzo fisso, anche di 12 o 24 mesi: una richiesta di stabilità contrattuale che, secondo lo studio, nasce dalle ricorrenti crisi geopolitiche.
Colpisce il divario tra la preoccupazione e le azioni concrete. Solo il 25% delle microimprese ha realizzato una diagnosi energetica per valutare consumi e possibili miglioramenti, mentre il 63% non ha in programma alcun intervento nei prossimi due anni. Ancora più netto il dato sugli aiuti: nove imprese su dieci non utilizzano alcuna forma di incentivo o agevolazione pubblica. Un’occasione mancata, soprattutto in una fase in cui il caro energia è al centro del confronto sulla manovra.
Tra i cittadini, intanto, il 67% sarebbe disposto a rinunciare ai benefici di eventuali ribassi pur di proteggersi da aumenti improvvisi, e il 64% è interessato a un’offerta pluriennale di almeno cinque anni da fonti rinnovabili. Sul fronte delle comunità energetiche rinnovabili la conoscenza cresce: ne ha sentito parlare il 51% degli italiani, quasi otto punti in più rispetto al 2023, e tra questi il 65% sarebbe pronto ad aderire. Anche per i professionisti e gli artigiani le comunità possono diventare una strada per condividere i risparmi.
Che cosa può fare, in concreto, una partita Iva? Il primo passo è leggere con attenzione le bollette e capire quanto pesa l’energia sui costi fissi. Il secondo è confrontare le offerte sul mercato libero, valutando un prezzo fisso se la priorità è la certezza del budget. Il terzo è chiedere una diagnosi energetica e verificare con il proprio consulente quali agevolazioni siano disponibili. In un momento in cui la manovra deve fare i conti con risorse limitate, gestire meglio i consumi resta la leva più immediata.




