News - 26 ottobre 2026, 12:00

Partite IVA, in arrivo contributi fino a 20 mila euro per software e sicurezza digitale

Dalla protezione dei dati alla gestione dei clienti, ecco quali spese sono ammesse, i requisiti da rispettare e le scadenze per presentare la domanda.

Partite IVA, in arrivo contributi fino a 20 mila euro per software e sicurezza digitale

Fino a 20.000 euro a fondo perduto per investire in tecnologia, proteggere i dati dei clienti e rendere più efficiente la propria attività. 
È l’opportunità offerta dal nuovo Voucher Cloud & Cybersecurity, la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy destinata anche ai lavoratori autonomi, oltre che alle piccole e medie imprese.
Il contributo copre fino al 50% delle spese ammissibili, per investimenti di almeno 4.000 euro. La dotazione complessiva è di 150 milioni di euro, ma le domande saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione: prepararsi in anticipo potrebbe quindi essere importante.

Ma quali spese si possono finanziare? Non soltanto computer e strumenti informatici. Tra gli interventi ammessi rientrano software per la sicurezza, antivirus avanzati, sistemi di protezione delle reti, servizi di archiviazione e backup online, piattaforme cloud e programmi per gestire contabilità, clienti ed e-commerce. Sono comprese anche alcune attività di configurazione, monitoraggio e assistenza tecnica.

Per un professionista, ad esempio, può significare mettere al sicuro documenti e informazioni dei clienti. Per un negoziante, migliorare la gestione delle vendite online. Per un artigiano o una piccola azienda, archiviare i dati in modo più affidabile e ridurre il rischio di interruzioni operative dovute a problemi informatici.

Il calendario è già definito. Dal 20 ottobre 2026 è possibile compilare la domanda online, mentre l’invio ufficiale partirà il 10 novembre alle ore 12 e terminerà il 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Per partecipare servono, tra gli altri requisiti, un’identità digitale, una firma digitale e una PEC; i prodotti e servizi devono essere acquistati da fornitori presenti nell’elenco ministeriale.

C’è però un aspetto da non sottovalutare: il contributo non è automatico e non copre qualsiasi acquisto tecnologico. Le spese devono rispettare le condizioni del bando e riguardare soluzioni nuove o più avanzate rispetto a quelle già utilizzate.
Per le partite IVA che stavano già pensando di rinnovare i propri strumenti digitali, il voucher può rappresentare un’occasione per contenere l’investimento. Il consiglio è verificare subito i requisiti e preparare un piano di spesa realistico, senza acquistare prodotti prima di aver controllato le regole applicabili. 
In un mercato in cui anche una piccola attività dipende sempre più dai dati e dai servizi online, la sicurezza digitale non è più soltanto una spesa tecnica: è una forma di protezione del proprio lavoro.

Marta Zanni

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