Q8 Italia ha esteso fino al 31 dicembre 2026 il tetto ai prezzi di benzina e gasolio introdotto il 1° ottobre. La società ha motivato la scelta con le richieste del governo e con quella che definisce una «situazione di emergenza nazionale», precisando che la misura proseguirà con un approccio «modulare», attento ai diversi modelli operativi della rete di distribuzione, e che sosterrà gestori e partner.
Il tetto non è un obbligo di legge ma una misura volontaria delle compagnie, adottata dopo l'appello dell'esecutivo. Prima è partita Eni, che dal 28 settembre ha fissato il massimo a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio; poi Ip e, dal 1° ottobre, Q8. Secondo la ricostruzione di Open, Eni e Ip coprono circa il 36% della rete e con Q8 si arriva quasi alla metà dei distributori. Tamoil, con circa 1.400 impianti, non aveva ancora aderito.
Secondo Unimpresa il risparmio può arrivare a 80 euro al mese per una famiglia con due auto. Per un professionista che si sposta ogni giorno, il vantaggio dipende da quanti chilometri percorre e da quante stazioni aderenti trova sul proprio percorso.
Le critiche vengono dalle categorie. I distributori indipendenti, circa 8.500 impianti pari al 42% della rete, chiedono condizioni che permettano di trasferire lo sconto senza lavorare in perdita. Autotrasportatori e tassisti chiedono interventi strutturali e minacciano lo sciopero, lamentando che il tetto riguarda solo la rete al dettaglio e lascia fuori l'extra-rete, usata da imprese di trasporto e agricoltori.
Sul fronte pubblico, il governo ha stanziato quasi 3 miliardi con il taglio delle accise, che sul gasolio vale ormai solo 6,1 centesimi al litro. Il ministro Pichetto Fratin ha dichiarato l'intenzione di proseguire, avvertendo però dell'incertezza internazionale, e si valutano anche «aiuti mirati» per famiglie e categorie in difficoltà. Dal Pd, Piero De Luca accusa l'esecutivo di non dare risposte; Angelo Bonelli chiede un decreto che riporti i prezzi ai livelli di settembre 2025. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi segnala un ritorno alla normalità dopo l'allentamento del blocco dei tir.
Per chi ha una partita Iva e usa l'auto o il furgone come strumento di lavoro, il carburante resta una voce di costo rilevante, anche perché sulle spese di carburante per i veicoli ci sono regole specifiche di deducibilità e detraibilità.




