Sono gli ultimi dati OCSE che raccontano un’anomalia tutta italiana: un laureato guadagna in media solamente il 35% in più di un diplomato, contro il 54% della media dei Paesi OCSE. Uno dei tanti segnali che, messi insieme, raccontano che, per la prima volta dal dopoguerra, una generazione rischia concretamente di stare peggio di quella che l’ha preceduta. Ma non è l’unico dato che preoccupa: anche l’ISTAT ha messo nero su bianco un pericolo: la scala sociale è ufficialmente rotta. Infatti, nei nati tra il 1980 e il 1994, la probabilità di scendere nella scala sociale rispetto ai genitori (27,1%) ha superato quella di salire (25,1%). Un fatto che non era mai successo nelle generazioni precedenti.
Lo sanno bene i giovani millennials che invece di comprare la prima casa, fare vacanze e mettere i soldi per la seconda casa, come hanno fatto i loro genitori, si ritrovano con degli stipendi che non li fanno arrivare a fine mese. Proprio la retribuzione lorda media dei dipendenti privati è scesa del 6,6% in termini reali, dal 1990 al 2026.
“Il patto è rotto: studiare, lavorare, risparmiare non funziona più per avere una vita migliore di quella dei nostri genitori. Anche lavorando non c’è la certezza di poter mettere dei soldi da parte a fine mese e questo è un fatto sempre più facile da vedere. Siamo nell’era dell’ereditocrazia: dobbiamo puntare tutto su come gestiamo le eredità che riceviamo, se le riceviamo, per riprendere un potere economico.” commenta Marco Casario, investitore professionista e divulgatore finanziario.
Nasce la “ereditocrazia”: cos’è il fenomeno che colpisce tutti
Il termine è nuovo: ereditocrazia, è stato utilizzato per la prima volta nel 2025 dal “The Economist” per raccontare il nuovo fenomeno che colpisce tutti, indistintamente. Trattata nell’ultimo libro di Marco Casario, “Fai i tuoi interessi”, il termine indica un sistema in cui la posizione economica dipende più da ciò che si riceve che da ciò che si guadagna.
Ma guardando al caso italiano, questo fenomeno è destinato ad accentuarsi perchè nei prossimi vent’anni in Italia passeranno di mano per eredità tra i 2.800 miliardi stimati e gli oltre 6.400 miliardi. È uno dei più grandi trasferimenti di ricchezza della storia del Paese.
“Non è una buona notizia ma come tutti i fenomeni economici bisogna sapersi preparare per affrontarli perché il rischio è duplice: chi non eredita parte svantaggiato in partenza. Ma anche chi eredita spesso non è preparato: senza educazione finanziaria, un patrimonio costruito in una vita può disperdersi in pochi anni. Non possiamo cambiare da soli i salari o il fisco. Possiamo però smettere di delegare a qualcun altro le decisioni sul nostro denaro”.
Come difendere i propri risparmi: i 9 consigli di Marco Casario per costruire la propria indipendenza economica
Se stipendi e stabilità lavorativa non garantiscono più le stesse opportunità delle generazioni precedenti, diventa ancora più importante imparare a gestire il proprio denaro. Nel nuovo libro Fai i tuoi interessi. Manuale di autodifesa finanziaria per gestire soldi, risparmi e investimenti, Marco Casario, propone alcune strategie concrete per aiutare le persone a costruire una maggiore sicurezza economica, anche partendo da piccoli risparmi come:
1. Fare una fotografia della propria situazione finanziaria: il primo passo è capire dove finiscono realmente i propri soldi, è meglio costruire un conto economico personale, annotando entrate e uscite, e uno stato patrimoniale, elencando ciò che si possiede e i debiti ancora da restituire. In questo modo è possibile individuare le spese su cui intervenire e capire quanto denaro si può effettivamente accantonare ogni mese.
2. Applicare la regola del 50/30/20, adattandola al proprio reddito: organizzare lo stipendio destinando il 50% alle necessità, come affitto, bollette e alimentari, il 30% alle spese personali e il 20% al risparmio, agli investimenti o alla riduzione dei debiti. Non si tratta di percentuali rigide: per chi fatica ad arrivare a fine mese, l'obiettivo iniziale può essere accantonare anche una quota più piccola, aumentando progressivamente la cifra quando possibile.
3. Mettere da parte i soldi appena arriva lo stipendio, non a fine mese: attivare il principio del pay yourself first: impostare un trasferimento automatico verso un conto dedicato non appena viene accreditato lo stipendio. Anche 50 euro al mese possono rappresentare un punto di partenza per costruire un'abitudine stabile.
4. Creare un fondo di emergenza per affrontare gli imprevisti: costruire una riserva economica capace di coprire inizialmente almeno 3-6 mesi di spese essenziali. Per chi parte da zero procedere per piccoli traguardi, ad esempio raggiungendo prima 500 o 1.000 euro. Il denaro dovrebbe rimanere facilmente accessibile, preferibilmente su un conto separato, ed essere utilizzato soltanto per reali emergenze, come la perdita del lavoro o una spesa sanitaria imprevista.
5. Eliminare prima i debiti che costano di più: usare il metodo della valanga ovvero, dopo aver rispettato le rate previste, destinare le risorse aggiuntive al debito con il tasso di interesse più elevato. In questo modo si punta a ridurre il costo complessivo degli interessi e a liberare progressivamente risorse da destinare al risparmio.
6. Evitare di indebitarsi per acquistare beni di consumo. Comprare uno smartphone, un'automobile o una vacanza a rate può sembrare una scelta sostenibile nell'immediato, ma significa impegnare parte del reddito futuro per spese che spesso non generano alcun valore economico. Prima di sottoscrivere un finanziamento meglio chiedersi se quell'acquisto sia realmente necessario e se il debito contribuisca a migliorare la propria situazione finanziaria nel lungo periodo.
7. Trasformare gli obiettivi in cifre e scadenze precise: Stabilire quanto denaro serve, entro quando e quale cifra accantonare ogni mese. Se, ad esempio, si prevede una spesa di 4.000 euro tra un anno, occorrerà mettere da parte circa 334 euro al mese. Se l'importo non è sostenibile, sarà necessario rivedere la scadenza o le priorità, evitando di ricorrere automaticamente a un prestito.
8. Valutare gli investimenti in base al tempo e al rischio che si può sostenere: definire il proprio profilo di rischio considerando stabilità del reddito, riserve disponibili, orizzonte temporale e tolleranza alle oscillazioni dei mercati. Il capitale necessario per una spesa imminente non dovrebbe essere esposto agli stessi rischi di quello destinato a obiettivi di lungo periodo.
9. Investire con regolarità, senza cercare di prevedere i mercati. Una volta costruite le necessarie riserve economiche, uno degli strumenti utili è il Piano di Accumulo del Capitale (PAC), che permette di investire somme periodiche, anche contenute, attraverso strumenti diversificati come gli ETF. L'obiettivo non è indovinare il momento migliore per acquistare, ma costruire un metodo coerente con le proprie possibilità, valutando attentamente costi e rischi e mantenendo un orizzonte di lungo periodo.
Se il lavoro da solo non è più sufficiente a garantire stabilità, acquisire consapevolezza nella gestione del denaro diventa uno strumento per recuperare autonomia oltre ad imparare a proteggere le proprie risorse e a compiere scelte più consapevoli per il futuro.




