Innovazione e tutela: l'IA al servizio dell'uomo
La trasformazione digitale rappresenta una sfida strategica per il futuro dell'Italia e richiede una visione capace di coniugare innovazione e concretezza. Nel mio lavoro alla Camera e in Commissione Trasporti, vedo ogni giorno quanto sia urgente guidare questo cambiamento mettendo al centro i bisogni reali dei cittadini. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dell’uomo, capace di migliorare la qualità della vita, semplificare i servizi e creare opportunità, senza mai compromettere diritti, sicurezza e dignità delle persone.
I dati sulle truffe online — che secondo la Polizia Postale hanno provocato nel 2025 perdite per oltre 269 milioni di euro — mostrano quanto sia urgente rafforzare la protezione dei cittadini, soprattutto per le fasce più esposte come anziani e giovani. Allo stesso tempo, la digitalizzazione deve significare semplificazione reale: dai pagamenti come PagoPA alla sanità, l'innovazione ha valore se rende la vita quotidiana più semplice e vicina alle persone.
Sovranità dei dati e il ruolo strategico delle professioni
In questo scenario, la sovranità dei dati costituisce un pilastro fondamentale: dobbiamo sapere dove vengono conservati i nostri dati, chi li gestisce e quali garanzie esistono. Con l'IA sempre più centrale e una sicurezza nazionale legata a quella digitale, le priorità restano il controllo, la resilienza e l'affidabilità delle infrastrutture.
Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile investire nelle competenze e valorizzare gli ingegneri e i professionisti tecnici. Non semplici esecutori, ma interlocutori strategici per le Istituzioni. Solo attraverso una collaborazione concreta tra politica e mondo delle professioni potremo costruire un’Italia più moderna, sicura e competitiva, garantendo che nessun territorio e nessun cittadino restino indietro.




