News - 21 ottobre 2026, 16:30

Manovra, caccia a 10 miliardi: tra le ipotesi anche un contributo dalle Casse dei professionisti

Il governo cerca le coperture mancanti e il dibattito si allarga oltre banche e assicurazioni. L’Adepp respinge l’idea: «Quel patrimonio è il debito previdenziale verso gli iscritti». Sul tavolo anche la flat tax fino a 100mila euro

Manovra, caccia a 10 miliardi: tra le ipotesi anche un contributo dalle Casse dei professionisti

La Legge di Bilancio per il 2027 vale circa 23,5 miliardi, ma all’appello mancano ancora quasi 10 miliardi di coperture, da trovare senza aumentare il deficit. Il Documento programmatico di bilancio ne indica una parte: circa 5 miliardi da banche e assicurazioni, 1,2 miliardi da tagli ai ministeri, 800 milioni dai giochi e quasi 3 miliardi da una generica voce di «altre entrate». Il via libera in Consiglio dei ministri, inizialmente atteso per il 20 ottobre, dovrebbe slittare intorno al 28.

Proprio sul contributo del settore finanziario si sta giocando la partita più delicata. Il vicepremier Antonio Tajani ha chiesto che il peso non ricada solo su banche e assicurazioni ma coinvolga tutto il mondo finanziario, Cassa Depositi e Prestiti compresa, escludendo però una tassa sugli extraprofitti. Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha replicato che a pagare dovrebbero essere tutte le aziende con utili superiori a 500 milioni, ricordando l’accordo triennale siglato lo scorso anno.

In questo clima sono circolate voci su un possibile contributo richiesto alle Casse di previdenza private dei professionisti, che gestiscono complessivamente 136 miliardi di euro. Una prospettiva che ha allarmato il mondo degli ordini. Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp e dell’Enpam, si è augurato che si tratti di notizie infondate: quel patrimonio, ha spiegato, è formato dai contributi versati dagli iscritti e rappresenta la garanzia delle loro future pensioni. Le Casse, ha ricordato, pagano già il 26% sui rendimenti degli investimenti, un’aliquota più alta di quella applicata ai fondi pensione.

Al momento non c’è alcuna conferma ufficiale, né cifre o modalità. Ma per avvocati, medici, ingegneri, commercialisti e le altre categorie con una Cassa propria il tema è sensibile: ogni prelievo sul patrimonio degli enti rischia di pesare, nel lungo periodo, sull’adeguatezza delle prestazioni.

Sul fronte fiscale, tra le indiscrezioni riportate dalla stampa c’è anche l’ipotesi di alzare la soglia del regime forfettario a 100mila euro di ricavi, con l’obbligo di applicare l’Iva sopra gli 85mila euro. Anche in questo caso si tratta di una proposta in discussione, tutta da verificare nel testo finale.

Il governo valuta inoltre aiuti alle bollette delle Pmi attraverso un meccanismo di energy release. Le opposizioni temono un passaggio parlamentare compresso, con una manovra blindata e tempi contingentati. Per le partite IVA le prossime due settimane saranno decisive per capire quali misure resteranno nel testo.

Redazione

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