News - 21 ottobre 2026, 18:00

Concordato preventivo biennale, scadenza il 2 novembre: la «pagella» Isa aiuta a decidere

Nel cassetto fiscale le partite IVA trovano il proprio punteggio di affidabilità calcolato sui dati 2024. Ecco cosa significa, quali vantaggi offre l’adesione e cosa rischia chi resta fuori

Concordato preventivo biennale, scadenza il 2 novembre: la «pagella» Isa aiuta a decidere

Mancano pochi giorni alla scadenza per aderire al concordato preventivo biennale (Cpb) per il 2026 e 2027: il termine è fissato al 2 novembre 2026. Per aiutare imprese e professionisti a valutare la convenienza, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile nell’area «Consultazioni» del cassetto fiscale una sorta di pagella di affidabilità fiscale, costruita sui dati del 2024 e rappresentata con un indicatore a colori.

La scala è quella degli Isa, gli indici sintetici di affidabilità fiscale, con voti da 0 a 10. Il rosso (da 0 a 5,99) segnala un’affidabilità bassa, il giallo (da 6 a 7,99) un livello intermedio, il verde (da 8 a 10) un’affidabilità elevata, che apre direttamente le porte ai benefici premiali.

Il punteggio pesa concretamente sulla proposta del Fisco. Chi si trova in fascia rossa o gialla e decide di aderire riceverà una richiesta di adeguamento del reddito più consistente, pensata per portarlo al livello massimo di affidabilità nel biennio. In cambio, accettando la proposta, viene considerato subito un contribuente affidabile.

I vantaggi sono diversi. Il primo è la certezza del carico fiscale: le imposte del 2026 e del 2027 vengono calcolate sul reddito proposto dall’Agenzia, indipendentemente da quanto si incasserà davvero. Sulla parte di reddito concordato che supera quello dichiarato per il 2025 si applica inoltre un’aliquota agevolata tra il 10% e il 15%, in base al punteggio Isa.

A questo si aggiungono i benefici del regime premiale: compensazioni senza visto di conformità fino a 70mila euro l’anno di Iva e fino a 50mila euro di imposte dirette e Irap, rimborsi Iva fino a 70mila euro senza visto né garanzia e termini di accertamento più brevi.

Per circa 460mila contribuenti che rinnovano l’adesione dopo il biennio 2024-2025 c’è poi la possibilità di un ravvedimento speciale per le annualità dal 2020 al 2023, previsto dal decreto legislativo 148 del 2026. Nel cassetto fiscale è disponibile un simulatore che calcola quanto pagare sulla base dei punteggi Isa passati. Chi ha già sanato gli anni dal 2018 al 2022 potrà regolarizzare soltanto il 2023.

Il rovescio della medaglia riguarda chi non aderisce o perde i benefici: queste posizioni potranno essere oggetto di maggiori controlli da parte di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza nella selezione delle liste. Il consiglio, prima di decidere, è di consultare la propria pagella e confrontare con il commercialista la proposta ricevuta con le previsioni di reddito realistiche per il prossimo biennio.

Redazione

SU