News - 21 ottobre 2026, 11:15

Assistenti AI, li usano quasi 19 milioni di italiani: ChatGPT perde quota, Gemini avanza

Utenti più che raddoppiati in venti mesi, ma la crescita rallenta. Aumenta il tempo di utilizzo e cambia il modo di cercare informazioni online: le implicazioni per professionisti e piccole imprese

Assistenti AI, li usano quasi 19 milioni di italiani: ChatGPT perde quota, Gemini avanza

L’intelligenza artificiale generativa è ormai un’abitudine di massa anche in Italia. Ad agosto 2026 gli assistenti AI hanno raggiunto 18,9 milioni di visitatori unici, contro i circa 9 milioni di gennaio 2025. A scattare la fotografia è un’elaborazione di Sensemakers su dati Comscore, presentata al Netcomm Focus dedicato a digital marketing e strategie di canale.

La penetrazione sulla popolazione online è salita dal 20% al 40%, avvicinandosi agli altri Paesi analizzati, fermi tra il 44 e il 46%. Il ritmo però si sta smorzando: nel primo semestre 2026 l’adozione è cresciuta di soli due punti, contro i nove dello stesso periodo del 2025.

Se il numero di nuovi utenti rallenta, a crescere è l’intensità d’uso. Il tempo medio mensile è passato da 44 a 80 minuti, ancora lontano dai 94 degli Stati Uniti e dai 118 del Regno Unito. Lo smartphone ha superato il computer per numero di utenti (12,2 milioni contro 10,7), ma è alla scrivania che si lavora più a lungo: 78 minuti al mese contro 47.

Cambia anche l’identikit dell’utente. La fascia più coinvolta è quella tra i 25 e i 34 anni, con una penetrazione del 55,6%, ma l’accelerazione più marcata arriva dagli over 45, che in un anno hanno quasi raddoppiato il tempo di utilizzo, arrivando a 65 minuti mensili.

Sul fronte della concorrenza, ChatGPT resta leader con 13,9 milioni di visitatori, ma la sua quota sull’audience complessiva è scesa da circa il 90% al 74%. A guadagnare terreno è soprattutto Google Gemini, oltre quota 9 milioni. Non si tratta tanto di un abbandono quanto di un uso parallelo: gli utenti che nello stesso mese usano almeno due assistenti sono passati da uno su sei a circa uno su 3,5.

Per chi lavora in proprio, il dato più rilevante riguarda forse la ricerca online. Oltre 20 milioni di italiani vedono già le sintesi AI nei risultati di Google e Bing, e a giugno queste comparivano nel 22% delle ricerche desktop su Google, contro l’8% di aprile 2025. Quando la risposta arriva direttamente nella pagina dei risultati, i clic verso i siti diminuiscono: un tema che tocca da vicino professionisti e piccole imprese che contano sul web per farsi trovare.

Negli Stati Uniti si vede già il passo successivo: la pubblicità dentro le conversazioni. Su ChatGPT, tra marzo e giugno la quota di chat su videogiochi e console con annunci sponsorizzati è salita dal 3 al 47%. Secondo Sensemakers, guardare ai mercati più avanzati serve proprio ad anticipare cambiamenti che presto potrebbero riguardare anche l’Europa.

Redazione

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