News - 20 ottobre 2026, 09:00

Caro gasolio, autotrasportatori e pescatori si fermano: mille euro in più al mese per ogni camion

Fermi dei mezzi in Sicilia e Calabria, mercoledì 22 ottobre sciopero nazionale della pesca. Nelle stazioni autostradali il diesel sfiora i 2,30 euro al litro

Caro gasolio, autotrasportatori e pescatori si fermano: mille euro in più al mese per ogni camion

Il prezzo del gasolio sta mettendo in ginocchio intere categorie di lavoratori autonomi. Nelle stazioni di servizio autostradali il diesel ha sfiorato i 2,30 euro al litro e la protesta si allarga da Sud a Nord. Dal febbraio scorso il prezzo è aumentato di circa 35 centesimi al litro, superando a settembre la media di 2,16 euro.

In Sicilia i camion sono fermi nei porti dal 16 al 22 ottobre, mentre in Calabria il fermo dell’autotrasporto proclamato da Fedralog va dal 16 al 20 ottobre. Proteste spontanee di agricoltori e trasportatori si registrano anche in Puglia, nella zona di Cerignola, e presidi di camionisti hanno interessato le autostrade A1 e A30. Mercoledì 22 ottobre è in programma lo sciopero nazionale della pesca, con un blocco simbolico dello Stretto di Messina da parte di circa cento imbarcazioni e mobilitazioni da Trapani a Caorle fino a San Benedetto del Tronto.

I numeri spiegano la rabbia. Per un mezzo pesante che percorre circa 100mila chilometri l’anno, l’aggravio arriva a circa 1.000 euro in più al mese. Per chi deve imbarcare un camion sui traghetti, tra rincari del carburante e costi legati al sistema europeo delle emissioni (ETS), il biglietto può costare fino a 700 euro in più. I pescatori denunciano che la spesa per il carburante è triplicata in dieci anni, con un crollo dei redditi degli equipaggi.

Le richieste al Governo sono precise. Gli autotrasportatori siciliani chiedono un tavolo permanente sull’insularità e il pagamento dei rimborsi previsti dal “Sea modal shift”, l’incentivo per il trasporto via mare che doveva arrivare entro luglio e non è ancora stato erogato. Secondo il comitato dei trasportatori, i fondi coprono appena un quinto del fabbisogno, con il contributo per veicolo-chilometro sceso da 30 a poco più di 6 centesimi. Il settore della pesca chiede invece un prezzo politico del gasolio tra 60 e 70 centesimi al litro.

Il caro carburante, però, non riguarda solo camionisti e pescatori. Si scarica a cascata sui costi della logistica, e quindi sui prezzi di merci e alimentari, alimentando un’inflazione che a settembre ha toccato il 4,2%. Per le piccole imprese che consegnano o si spostano ogni giorno, dagli artigiani agli agenti di commercio, vale la pena monitorare i rimborsi chilometrici e valutare con il commercialista la deducibilità delle spese per i veicoli aziendali.

Redazione

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