News - 19 ottobre 2026, 12:00

Mettersi in proprio, oltre 3.200 progetti finanziati

Turismo e servizi trainano i giovani

Mettersi in proprio, oltre 3.200 progetti finanziati

Aprire un’attività resta una scelta impegnativa, ma per una parte dei giovani italiani il lavoro autonomo rappresenta un’alternativa concreta all’occupazione tradizionale. A un anno dall’avvio degli incentivi del Piano Integrato Autoimpiego, sono stati approvati oltre 3.200 progetti, con circa 260 milioni di euro di investimenti attivati e 215 milioni di agevolazioni concesse. I dati, diffusi il 16 ottobre dal Ministero del Lavoro, riguardano iniziative promosse da giovani under 35 per avviare imprese, attività professionali e forme di lavoro autonomo. Nel complesso, i progetti coinvolgono circa 3.500 giovani. A sorprendere è la varietà delle attività finanziate. Il turismo rappresenta il 28% dei progetti, seguito dai servizi alla persona con il 24% e dai servizi alle imprese con il 15%. L’informatica e le tecnologie digitali pesano per l’8%, mentre il manifatturiero raggiunge il 7%. Non si tratta, quindi, soltanto di nuove imprese tecnologiche: una parte importante delle iniziative nasce nei servizi e nelle attività legate al territorio.

Il programma ha ricevuto finora 5.946 domande, per circa 363 milioni di euro di agevolazioni richieste. Lo sportello risulta ancora aperto e le richieste vengono gestite attraverso Invitalia.

Per chi vuole mettersi in proprio, il sostegno economico può fare la differenza soprattutto nella fase iniziale, quando bisogna acquistare attrezzature, avviare un sito, organizzare uno spazio di lavoro o sostenere le prime spese prima che arrivino gli incassi. Gli incentivi, tuttavia, non sono automatici: occorre rispettare i requisiti previsti, presentare un progetto coerente e verificare quali costi siano ammissibili.

Il dato più interessante è che il 18% delle iniziative approvate riguarda il lavoro autonomo e le professioni, mentre l’82% è costituito da attività d’impresa. È un segnale di come il lavoro indipendente possa assumere forme diverse, dallo studio professionale alla piccola azienda.

La sfida, adesso, sarà trasformare i finanziamenti in attività capaci di durare nel tempo. Perché aprire è soltanto il primo passo: la vera prova arriva quando bisogna conquistare clienti, coprire i costi e costruire un reddito stabile.

Marta Zanni

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