Sul welfare digitale l’Italia è davanti a tutti. Secondo il report “Il Grande Gap” di Epassi Italia, il 45% dei datori di lavoro italiani utilizza una piattaforma digitale dedicata ai benefit, contro una media del 27% negli otto Paesi europei analizzati. Seguono Finlandia e Svezia (31%), Spagna (27%), Regno Unito (26%), Portogallo (24%), Paesi Bassi (18%) e Germania (13%).
Il primato tecnologico, però, non basta: 4 dipendenti italiani su 10 dichiarano di non aver sfruttato tutti i benefit a disposizione nell’ultimo anno, una quota superiore alla media europea del 35%. Una parte di quanto l’azienda offre, in pratica, resta sulla carta.
Le imprese ne sono consapevoli. La principale area di miglioramento indicata dai datori di lavoro è dare ai dipendenti indicazioni più chiare su quali benefit siano disponibili e su come usarli (25%). Seguono report e analisi migliori (16%), più integrazione con i sistemi HR, paghe e amministrazione (14%) e più automazione delle attività amministrative (10%). Solo il 51% dei datori di lavoro, inoltre, usa dati e analisi in modo efficace per valutare l’impatto del welfare.
Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale. Il 66% dei datori di lavoro ritiene che l’IA possa ridurre in modo significativo il lavoro amministrativo e aiutare i dipendenti a orientarsi tra i benefit. Il 54% dei lavoratori italiani si attende un impatto positivo dell’IA sul proprio benessere (49% la media europea), quota che tra le aziende sale al 63%. E proprio salute e benessere sono le voci più richieste: il 30% dei dipendenti indica i programmi di salute mentale, il 28% quelli per il benessere fisico.
Su questi dati Epassi Italia ha presentato a Milano il suo “Step Up”, riassunto nella formula “Every Need, Every Size”: una nuova app, l’ingresso nel mercato dei buoni pasto e l’uso dell’IA per orientare le persone tra i servizi. “Oggi la sfida è trasformare questa infrastruttura in un’esperienza ancora più semplice e utile per le persone”, spiega l’amministratrice delegata Paola Blundo.
Per le piccole imprese il messaggio è chiaro: il welfare aziendale funziona solo se le persone sanno davvero come usarlo. La sfida ora è trasformare la leadership tecnologica in una leadership dell’esperienza.


CS



