News | 14 ottobre 2026, 12:00

Shopping tourism: una risorsa per i territori!

Moda, artigianato ed eccellenze enogastronomiche trasformano lo shopping in un’esperienza turistica autentica.

Shopping tourism: una risorsa per i territori!

Bentornati a un nuovo appuntamento con la nostra rubrica dedicata al turismo. Oggi scopriamo come lo shopping stia diventando un’esperienza di viaggio, capace di valorizzare il Made in Italy, le tradizioni locali e le eccellenze dei territori.
Il turismo dello shopping si conferma una leva strategica per l’economia italiana, capace di coniugare moda, cultura, artigianato ed eccellenze enogastronomiche.
Non si tratta più soltanto di acquistare prodotti durante un viaggio, ma di vivere esperienze autentiche, conoscere le tradizioni locali e scoprire l’identità dei luoghi attraverso le loro produzioni.
A delineare le prospettive del settore è lo Shopping Tourism Italian Monitor 2026, presentato da Risposte Turismo in apertura della nona edizione di Shopping Tourism, Il forum italiano, organizzata a Parma lo scorso Settembre.
Dall’indagine emerge che la principale opportunità di crescita per l’Italia arriva dai turisti stranieri, più propensi a viaggiare per fare acquisti rispetto alla domanda nazionale.
Quest’ultima resta comunque rilevante, infatti circa il 22% dei viaggiatori italiani intervistati dichiara di viaggiare per shopping.
«La domanda internazionale rappresenta un mercato ad alto potenziale sul quale concentrare sempre più attenzione, investimenti e capacità di attrazione», ha sottolineato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo.
Il forum ha evidenziato anche il crescente interesse verso borghi e aree interne, dove artigianato, prodotti tipici ed enogastronomia possono diventare strumenti di attrattività turistica.
Dina Ravera, presidente e ceo di Destination Italia, ha sottolineato come lo shopping si stia trasformando in un’esperienza autentica, capace di generare valore economico e nuove opportunità imprenditoriali.
La scoperta dei luoghi di produzione, insieme a degustazioni e incontri con gli artigiani, permette infatti di coniugare acquisto e conoscenza del territorio, contribuendo anche a contrastare lo spopolamento dei piccoli centri.
Secondo il Monitor 2026, gli italiani che viaggiano per shopping presentano caratteristiche differenti rispetto ai turisti spagnoli e britannici analizzati.
La fascia over 60 è la più rappresentata, con il 36% del campione.
A orientare la scelta della destinazione sono soprattutto sconti, saldi e promozioni (66%), seguiti dalla presenza di prodotti tipici e articoli unici (55%).
Le preferenze confermano il valore dell’autenticità, dove mercatini e bancarelle di prodotti tipici sono scelti dal 30% degli intervistati, seguiti dalle botteghe artigiane locali (29%).
Cambia anche il comportamento di spesa, infatti la fascia giornaliera tra 26 e 50 euro passa dal 22% al 41%.
L’Italia mantiene un ruolo importante anche nel segmento degli outlet.
Secondo la mappatura del Monitor, nel 2026 il Paese conta 27 centri operativi, con una superficie complessiva di 788mila metri quadrati, collocandosi al secondo posto in Europa dopo il Regno Unito, che ne conta 38.
La possibile apertura del Roma Outlet Village entro fine anno potrebbe portare il totale a 28, davanti alla Francia, ferma a 23.
Accanto alle grandi destinazioni della moda, come Milano, Firenze, Roma e Venezia, outlet, shopping village, botteghe storiche e laboratori artigiani ampliano l’offerta turistica.
I visitatori cercano sempre più esperienze che uniscano acquisti, cultura e lifestyle, con particolare attenzione alla qualità del Made in Italy.
Lo shopping tourism si configura così come una leva per diversificare i flussi, sostenere le imprese locali e rafforzare la competitività internazionale dell’Italia.

Zaki Lombardo