Rimettere la persona al centro della trasformazione tecnologica, affinché l’intelligenza artificiale diventi uno strumento al servizio della collettività e non un fattore di disuguaglianza. È questo il messaggio emerso dalla sedicesima edizione di Internet Festival, conclusasi domenica 11 ottobre a Pisa dopo quattro giorni di incontri, spettacoli, laboratori e installazioni dedicati al rapporto tra innovazione e società.
Il tema scelto per l’edizione 2026, la Saggezza, ha offerto l’occasione per riflettere sulle opportunità e sui rischi legati allo sviluppo delle nuove tecnologie, con particolare attenzione alla responsabilità umana, alla tutela dei diritti e alla necessità di governare i processi di cambiamento. Questioni che interessano non soltanto la ricerca scientifica e le istituzioni, ma anche le imprese, i professionisti e il mondo del lavoro, sempre più coinvolti nella diffusione degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale.
Tra i temi affrontati durante la manifestazione, il rapporto tra tecnologia e dignità della persona ha occupato un ruolo centrale. Il confronto sulla Magnifica Humanitas, ispirato all’enciclica di Papa Leone XIV, ha riunito rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e religioso per discutere di inclusione, riduzione delle disuguaglianze e responsabilità collettiva. Dal dibattito è emersa la necessità di rafforzare la ricerca pubblica e le infrastrutture digitali condivise, promuovendo anche strumenti di controllo indipendente sui modelli di intelligenza artificiale.
L’obiettivo è evitare che tecnologie destinate a incidere sui processi decisionali, sull’informazione e sulla formazione finiscano sotto il controllo di pochi soggetti. Una questione che riguarda da vicino anche il sistema economico, chiamato a trovare un equilibrio tra innovazione, competitività e protezione delle libertà individuali.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato il ruolo della manifestazione nel contribuire al confronto sugli strumenti di governo dell’innovazione tecnologica. Nel suo intervento ha richiamato anche la legge regionale sull’intelligenza artificiale, evidenziando la necessità che le istituzioni mantengano un ruolo attivo nell’orientare lo sviluppo tecnologico.
Un’altra riflessione ha riguardato l’impiego degli algoritmi nei conflitti armati. Nel panel dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e guerra, la presidente nazionale di Emergency, Rossella Miccio, ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla delega alle macchine nell’individuazione degli obiettivi militari. L’automazione delle decisioni può infatti accelerare la selezione dei bersagli e aumentare il numero degli attacchi, rendendo ancora più urgente individuare responsabilità umane precise.
Ampio spazio è stato riservato anche alla disinformazione digitale. Attraverso gli incontri di Stroncate Scientifiche, podcast della Scuola Superiore Sant’Anna, ricercatori, docenti e divulgatori hanno affrontato falsi miti e narrazioni semplificate legate all’intelligenza artificiale e agli algoritmi. Il metodo scientifico, il pensiero critico e l’ironia sono stati utilizzati come strumenti per riconoscere le informazioni fuorvianti e sviluppare una maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle tecnologie.
Sul fronte della formazione, uno dei risultati concreti dell’edizione è stata la firma del protocollo “Train the Trainer”, promosso dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio nazionale delle ricerche, dalla Regione Toscana e dall’Ufficio scolastico regionale. Il progetto punta a formare i docenti toscani sui temi della cybersicurezza, dell’intelligenza artificiale e della cittadinanza digitale, attraverso un modello didattico replicabile nelle scuole.
L’iniziativa conferma l’importanza delle competenze digitali come elemento essenziale per affrontare le trasformazioni in corso. La diffusione delle tecnologie richiede infatti non soltanto strumenti adeguati, ma anche conoscenze aggiornate e capacità di valutarne opportunità e criticità. Un’esigenza che coinvolge le nuove generazioni, ma anche lavoratori, autonomi e imprese chiamati a confrontarsi con un contesto professionale in continua evoluzione.
Internet Festival ha inoltre dedicato attenzione alle nuove forme di produzione culturale e alla relazione tra dati e creatività. Con Data Conversations, dieci giovani creativi europei sono stati coinvolti in una residenza artistica finalizzata alla realizzazione di installazioni, giochi interattivi e percorsi sensoriali. Il progetto ha sperimentato modalità alternative di raccolta e interpretazione dei dati, mettendo al centro la partecipazione delle persone e l’esperienza diretta del pubblico.
Il programma ha affrontato anche le trasformazioni del lavoro sulle piattaforme digitali, con un confronto dedicato al sex work online e alle questioni legate ad autonomia, identità, diritti e tutela. Un tema che si inserisce nel dibattito più ampio sull’economia dei contenuti digitali e sulle nuove forme di attività professionale nate grazie alla diffusione delle piattaforme.
La manifestazione ha registrato un interesse significativo anche per gli appuntamenti culturali e formativi. I laboratori T-Tour hanno coinvolto 115 classi provenienti da tutta la Toscana nelle giornate in presenza, mentre altre 75 classi di istituti scolastici italiani si sono già iscritte alle attività online in programma fino a dicembre. Tutti i posti disponibili per i workshop aziendali, novità di questa edizione ospitata presso la Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, sono stati inoltre assegnati.
La chiusura della manifestazione, tra podcast dal vivo, spettacoli teatrali e musica, ha confermato la volontà di utilizzare linguaggi diversi per avvicinare pubblici differenti ai temi dell’innovazione. Per quattro giorni Pisa è diventata uno spazio di confronto tra ricerca, istituzioni, cultura e società civile, con l’obiettivo di leggere le trasformazioni digitali senza subirle passivamente.
L’appuntamento con l’edizione in presenza di Internet Festival è fissato al 2027, mentre gli incontri online proseguiranno fino a dicembre. Resta aperta la questione che ha attraversato l’intera manifestazione: come fare in modo che il progresso tecnologico generi valore per la società senza compromettere diritti, libertà e dignità umana. Una sfida che riguarda anche il futuro dell’economia e del lavoro, dove la capacità di innovare dovrà necessariamente accompagnarsi a responsabilità, competenze e attenzione alle persone.


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