News - 12 ottobre 2026, 09:30

Partite IVA, ultimi giorni per chiedere l’ISCRO: fino a 800 euro al mese per chi ha perso reddito

La domanda per l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa può essere presentata fino al 31 ottobre 2026. Il sostegno è destinato ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che rispettano specifici requisiti reddituali, contributivi e professionali.

Partite IVA, ultimi giorni per chiedere l’ISCRO: fino a 800 euro al mese per chi ha perso reddito

Per i lavoratori autonomi che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica, ottobre rappresenta un appuntamento importante. Entro sabato 31 ottobre 2026 è possibile presentare la domanda per l’ISCRO, l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, la misura introdotta per offrire un sostegno temporaneo ai professionisti con partita IVA che hanno registrato una significativa riduzione del reddito.

L’indennità, gestita dall’INPS, può arrivare nel 2026 a circa 800 euro al mese ed essere riconosciuta per sei mesi consecutivi. Non si tratta, però, di un bonus accessibile a tutti i titolari di partita IVA: per ottenere il contributo occorre rispettare precise condizioni e verificare la propria posizione previdenziale e fiscale.

Che cos’è l’ISCRO e a chi si rivolge

L’ISCRO è una misura di sostegno al reddito destinata ai lavoratori autonomi che esercitano abitualmente un’attività professionale e sono iscritti alla Gestione Separata INPS.

L’obiettivo è offrire un aiuto temporaneo a chi registra una contrazione significativa dei guadagni, consentendogli di affrontare una fase difficile senza dover necessariamente interrompere l’attività.

La prestazione è diventata strutturale dal 2024 e può essere richiesta nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa. Per il 2026 le domande sono aperte dal 15 giugno e devono essere presentate entro il 31 ottobre.

La misura non riguarda indistintamente artigiani, commercianti e tutti i professionisti con partita IVA. Il requisito dell’iscrizione alla Gestione Separata è centrale: chi versa i contributi a una diversa gestione previdenziale deve verificare se esistono altre forme di tutela applicabili alla propria categoria.

Quali sono i requisiti per ottenere il contributo

Per accedere all’ISCRO 2026 occorre soddisfare una serie di condizioni.

Il primo requisito riguarda il reddito. Il reddito da lavoro autonomo dichiarato nell’anno precedente alla domanda deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti all’anno di riferimento. Per una domanda presentata nel 2026, il confronto riguarda il reddito del 2025 e la media dei redditi del 2023 e del 2024.

È inoltre previsto un limite massimo di reddito da lavoro autonomo relativo all’anno precedente alla domanda, fissato per il 2026 a 12.000 euro.

È necessario essere iscritti alla Gestione Separata INPS e avere una partita IVA attiva da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale.

Il richiedente deve anche essere in regola con la contribuzione obbligatoria e rispettare le ulteriori condizioni previste dalla disciplina, comprese quelle relative all’assenza di determinate prestazioni previdenziali o assistenziali incompatibili.

Un altro aspetto da considerare è la frequenza con cui si può accedere al beneficio. Non è possibile richiedere nuovamente l’ISCRO se la prestazione è già stata fruita nel 2024 o nel 2025, in ragione del divieto di nuova richiesta nel biennio successivo all’inizio della fruizione.

Poiché i requisiti sono numerosi, non basta aver registrato un calo del fatturato per avere automaticamente diritto all’indennità.

Quanto spetta e per quanto tempo

L’importo dell’ISCRO è calcolato sulla base dei redditi da lavoro autonomo dichiarati dal richiedente nei periodi previsti dalla normativa.

La prestazione corrisponde al 25% della media semestrale dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti all’anno precedente alla domanda, entro i limiti minimo e massimo stabiliti per l’anno di riferimento.

Per il 2026 il sostegno può variare da circa 250 euro a circa 800 euro mensili, con importi esatti determinati dai valori ufficiali applicabili e dalla situazione reddituale del richiedente.

L’indennità viene riconosciuta per sei mensilità e non comporta l’accredito di contribuzione figurativa. Il valore massimo indicato nei titoli, quindi, non deve essere interpretato come un importo garantito a tutti coloro che presentano domanda.

Come presentare la domanda entro il 31 ottobre

La richiesta deve essere trasmessa all’INPS entro il termine previsto, attraverso i canali messi a disposizione dall’Istituto.

La procedura può essere effettuata online utilizzando il servizio “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” oppure la pagina dedicata all’ISCRO sul portale INPS. È inoltre possibile rivolgersi al Contact Center Multicanale.

Per completare la richiesta occorre fornire le informazioni richieste, comprese le dichiarazioni relative ai redditi degli anni precedenti. Prima dell’invio è opportuno controllare che i dati siano corretti e coerenti con le dichiarazioni fiscali presentate.

Chi ha dubbi sull’ammissibilità può rivolgersi a un patronato o a un consulente qualificato, soprattutto se la propria posizione previdenziale presenta particolarità.

La scadenza del 31 ottobre 2026 è vicina: chi ritiene di possedere i requisiti dovrebbe quindi verificare tempestivamente la propria situazione, senza attendere gli ultimi giorni per avviare la procedura.

Un sostegno temporaneo, non un contributo per tutte le partite IVA

L’ISCRO rappresenta una forma di protezione per una parte dei lavoratori autonomi che subiscono una riduzione significativa del reddito. Non è un contributo a fondo perduto per avviare un’impresa, né un’agevolazione riconosciuta automaticamente a chi fattura meno rispetto all’anno precedente.

La misura è rivolta a una platea specifica e prevede condizioni precise di accesso, durata e importo. Per questo è importante leggere attentamente i requisiti prima di presentare la domanda.

Per i professionisti che ne hanno diritto, tuttavia, può rappresentare un aiuto concreto per affrontare una fase di contrazione dell’attività e mantenere la continuità professionale. La prima cosa da fare è controllare la propria posizione e ricordare la data da segnare in calendario: 31 ottobre 2026.

Redazione

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