Dal ricambio generazionale all'intelligenza artificiale, fino alla crisi energetica che pesa sulle famiglie. Oltre 2000 amministratori di condominio si sono riuniti a Milano per la 17ª edizione dell'Anaci Day, dal titolo "Il futuro dell'abitare – l'amministratore al centro del cambiamento", per confrontarsi sulle sfide di una professione in profonda evoluzione.
Giovani al centro: il progetto "Generazione Anaci"
Una delle priorità emerse è avvicinare le nuove generazioni al mestiere di amministratore di condominio. Il presidente nazionale di Anaci, Francesco Burrelli, ha illustrato il progetto "Generazione Anaci", rivolto agli under 35 che vogliono intraprendere questa carriera: "Facciamo un corso itinerante in tutta Italia, quando è finito portiamo i giovani a Bruxelles". Una sorta di "Erasmus" dell'amministratore di condominio, spiega Burrelli, "perché vogliamo fargli conoscere anche le normative europee e quello che è il percorso da fare non solo in Italia ma anche in Europa".
L'associazione ha inoltre lanciato il 65esimo corso di formazione, in programma da ottobre 2026 a febbraio 2027, articolato in trenta moduli, novanta lezioni e oltre quaranta docenti tra avvocati, ingegneri, architetti e professori universitari. Al centro dell'aggiornamento ci saranno l'utilizzo attivo dell'intelligenza artificiale, l'emergenza energetica e la ricaduta del superbonus sui condomini, la sicurezza nei cantieri condominiali e la tutela strutturale degli edifici.
Certificazione UNI per tutti gli iscritti
Per garantire una gestione condominiale conforme ai più rigorosi standard, Burrelli ha annunciato una svolta significativa: "Anaci ha deciso che tutti i suoi iscritti dovranno essere in possesso della certificazione UNI. Siamo l'unica associazione che ha optato per questa svolta, mandando un segnale anche ai giovani".
L'impegno verso studenti e istituti tecnici
Il presidente di Anaci Milano, Leonardo Caruso, ha evidenziato la presenza all'Anaci Day di diversi studenti e studentesse del Liceo Verri: "Ogni anno organizziamo con alcuni licei o istituti tecnici degli incontri informativi e di approfondimento sulla professione, nella speranza che, ottenuto il diploma, chi non ha voglia di fare un percorso universitario possa avvicinarsi all'associazione e intraprendere un percorso che potrebbe dare uno sbocco professionale interessante".
All'evento è intervenuta con un videomessaggio anche Alessia Cappello, assessora del Comune di Milano allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro: "L'abitare è un tema centrale a Milano, in Italia e nel resto del mondo. Credo che il compito principale delle istituzioni sia quello di sedersi ad ascoltare chi tutti i giorni affronta le problematiche e conosce i problemi e insieme essere l'uno al fianco dell'altro".
Una professione in evoluzione
L'evoluzione del lavoro di amministratore di condominio è stata sottolineata anche da Fabio Bottero, assessore all'Edilizia residenziale pubblica del Comune di Milano. Oltre a essere "un punto di riferimento per gli abitanti del condominio", ha spiegato, "è un lavoro che può dare dei buoni riscontri sia a livello umano che professionale. Per questo mi piacerebbe consigliarla come esperienza ai giovani perché penso che sia un lavoro in continua evoluzione". Si parla sempre più di building manager, "dato che si tratta a tutti gli effetti di una professione in grado di migliorare ambiti di vita diversi delle persone", dalla convivenza al miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, con conseguenze positive sulle bollette.
Il lavoro degli amministratori è ancor più delicato nei 181 condomini misti del Comune di Milano, costituiti sia da abitazioni private che di edilizia residenziale pubblica. "Sono condomini che un tempo erano totalmente pubblici, poi sono stati venduti un numero di appartamenti e ora sono condomini misti, e l'anello di congiunzione tra noi e i residenti sono proprio gli amministratori di condomini", ha concluso Bottero.
Telemedicina condominiale per gli anziani
La complessità del mondo condominiale emerge anche dalla presenza, nelle realtà amministrate da Anaci, di 4 milioni di anziani, con la massima concentrazione di over 80 in Lombardia. Data la fragilità di questi abitanti, i condomini sono chiamati a sviluppare un approccio sempre più attento: Anaci sta rispondendo a queste sfide demografiche rendendo gli spazi condominiali luoghi dove ricevere assistenza medica h 24 con la telemedicina, soprattutto per chi non può spostarsi per ragioni di salute.
Alessandro Miani, presidente della Società italiana medicina ambientale, ha spiegato che la telemedicina "ha un costo di accesso contenuto e consente a questo tipo di cittadini – soprattutto i malati cronici e gli anziani – di poter accedere dalla propria abitazione o da una saletta condominiale a tutti quei servizi di telemedicina o sanità digitale, così da essere monitorati a distanza". Si può così avere un controllo in tempo reale dei parametri vitali e la possibilità di un contatto diretto con le ambulanze, grazie alla partnership con Croce Rossa.
Miani ha evidenziato che si tratta di un servizio equo: "Stiamo parlando di 300 euro all'anno per permettere a ogni condomino di accedere a questi servizi e chi non se lo può permettere sarà finanziato dagli sponsor". Non doversi muovere da casa ha ricadute positive anche dal punto di vista ambientale: "Si è stimato che se questo progetto fosse a pieno regime si risparmierebbero circa 54 mila tonnellate di emissioni di CO2 all'anno, che corrispondono a piantare un milione e mezzo di nuovi alberi in Italia".




