News | 11 ottobre 2026, 10:00

Professione e mercato: il nodo degli accordi quadro per ingegneri e architetti

Dal 7 al 10 ottobre scorso a Bologna si è tenuta la nuova edizione del SAIE, un appuntamento centrale che ha permesso a migliaia di professionisti del settore delle costruzioni di incontrarsi e confrontarsi sulle sfide dell’edilizia e dell'ingegneria.

Professione e mercato: il nodo degli accordi quadro per ingegneri e architetti

Dal 7 al 10 ottobre scorso a Bologna si è tenuta la nuova edizione del SAIE, un appuntamento centrale che ha permesso a migliaia di professionisti del settore delle costruzioni di incontrarsi e confrontarsi sulle sfide dell’edilizia e dell'ingegneria. Tra i momenti di analisi più significativi, ho avuto il piacere di partecipare alla tavola rotonda promossa dal Sole 24 Ore e dalla Fondazione Inarcassa, interamente dedicata al ruolo strategico e al futuro di ingegneri e architetti italiani.

Una figura centrale schiacciata da burocrazia e mercato

Ingegneri e architetti dovrebbero rappresentare il motore propulsore dell'innovazione, della sicurezza e della transizione ecologica dei nostri territori. Eppure, la realtà quotidiana descrive professionisti spesso schiacciati da un mercato complesso, soffocati da procedure farraginose, esposti a gravissimi rischi professionali e penalizzati da un'incertezza cronica sul tema dell'equo compenso.

A queste criticità storiche si aggiunge oggi una tendenza sempre più evidente: il ricorso massiccio della Pubblica Amministrazione agli accordi quadro per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, uno strumento che rischia di estromettere molti  liberi professionisti e i piccoli studi dalla committenza pubblica.

I dati elaborati dall'Osservatorio Bandi della Fondazione CNI fotografano con spietata chiarezza questa dinamica. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 sono stati pubblicati 111 accordi quadro relativi a servizi di ingegneria, per un importo complessivo a base d'asta di oltre 559 milioni di euro (escludendo appalti integrati e servizi ICT). Il dato più allarmante è che questi accordi rappresentano, da soli, ben il 55% degli importi complessivamente posti a gara per i servizi tecnici nei primi otto mesi dell'anno. Nello stesso arco temporale sono stati aggiudicati 40 accordi quadro per oltre 92 milioni di euro.

Aggregazione e regole eque per tutelare la qualità

Per invertire la rotta occorre uno sforzo corale su più fronti. Da un lato è necessario promuovere strategie che incentivino l'aggregazione, favorendo la nascita di studi associati anche multidisciplinari tra ingegneri, architetti, avvocati e commercialisti, così da affrontare le sfide del mercato con strutture più solide.

Dall'altro servono regole d'ingaggio più eque che assicurino condizioni di gara accessibili a tutti. La Pubblica Amministrazione ha il dovere di assicurare una reale pluralità degli affidamenti e tutelare la qualità della progettazione, evitando l'uso di strumenti che comprimono le opportunità e mortificano il valore delle professionalità italiane.

Roberto Traversi