News | 10 ottobre 2026, 18:00

Sicurezza sul lavoro, 595 vittime in sette mesi: "La prevenzione parta dalla formazione"

Domenica 11 ottobre si celebra la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro. L'Osservatorio Vega: cinque regioni in zona rossa, over 65 e lavoratori stranieri i più esposti. Rossato: "Ricordare non basta, servono lavoratori informati e consapevoli dei rischi"

Sicurezza sul lavoro, 595 vittime in sette mesi: "La prevenzione parta dalla formazione"

Domenica 11 ottobre si celebra in tutta Italia la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall'ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro). Un appuntamento che rinnova il ricordo di chi ha perso la vita lavorando e che, come sottolinea l'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, deve trasformarsi in un momento di responsabilità collettiva. Perché ricordare non basta: serve investire concretamente in prevenzione, formazione e consapevolezza, affinché la sicurezza diventi un impegno quotidiano.

I numeri dei primi sette mesi del 2026

Nei primi sette mesi del 2026 sono 595 le vittime sul lavoro in Italia: 430 in occasione di lavoro e 165 in itinere. Rispetto allo stesso periodo del 2025, quando i decessi erano 607, si registra una lieve diminuzione. Un dato che, avverte l'Osservatorio, non può però essere letto come un miglioramento strutturale della sicurezza nel Paese. Il quadro resta critico, sia sul piano territoriale – con cinque regioni in zona rossa – sia per alcune categorie di lavoratori particolarmente esposte al rischio.

A questo si aggiunge l'aumento del 5,3% delle denunce di infortunio, che a fine luglio 2026 hanno raggiunto quota 368.085. Numeri che richiamano la necessità di rafforzare le misure di formazione e prevenzione per contrastare il fenomeno infortunistico.

La mappa del rischio regione per regione

Con un'incidenza media nazionale pari a 17,8 decessi ogni milione di occupati, sono cinque le regioni in zona rossa, con un'incidenza superiore del 25% rispetto alla media: Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. In zona arancione si collocano Trentino-Alto Adige, Veneto, Molise e Toscana; in zona gialla Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Basilicata, Lombardia e Abruzzo; in zona bianca Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta.

In termini assoluti, la Lombardia registra il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (66), seguita da Veneto (44), Campania (41), Sicilia (35), Emilia-Romagna (34), Piemonte (32), Toscana e Lazio (31), Puglia (29), Calabria (17), Liguria (15), Trentino-Alto Adige e Marche (11), Sardegna (9), Abruzzo (7), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (6), Basilicata (3) e Molise (2).

Over 65 e lavoratori stranieri: le categorie più fragili

Considerando i decessi in occasione di lavoro, l'incidenza di mortalità più elevata si registra tra gli over 65 (55,4 decessi ogni milione di occupati), seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni (27,3) e tra i 15 e i 24 anni (21,9). In valori assoluti, la fascia d'età più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni, con 153 vittime su un totale di 430.

Particolarmente esposti risultano i lavoratori stranieri: sono 169 le vittime su 595 totali, di cui 121 decedute in occasione di lavoro e 48 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello dei lavoratori italiani: 46,8 decessi ogni milione di occupati stranieri, contro un indice di 14,4 degli italiani. Le denunce totali dei lavoratori stranieri sono 79.633 su 368.085, circa una su cinque.

I settori con più denunce

Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (41.778). Seguono Costruzioni (22.382), Sanità (22.353), Commercio (19.801) e Trasporto e Magazzinaggio (19.635). Dati che confermano come il fenomeno infortunistico attraversi trasversalmente settori diversi, richiedendo interventi mirati e differenziati.

L'appello dell'Osservatorio Vega

"La prevenzione deve partire dalla formazione; servono lavoratori sempre più informati, formati e consapevoli dei rischi", dichiara l'Ing. Mauro Rossato, Presidente dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre. "È questo l'impegno che questa giornata nazionale deve rinnovare: fare della tutela della vita e della salute dei lavoratori una priorità concreta e quotidiana".

Redazione