News - 07 ottobre 2026, 12:00

Aeroporti: il viaggio comincia prima del volo!

Gli aeroporti diventano sempre più vetrine turistiche, tra cultura, gastronomia, shopping e intrattenimento.

Aeroporti: il viaggio comincia prima del volo!

Bentornati a un nuovo appuntamento con la nostra rubrica dedicata al turismo. Oggi scopriamo come gli aeroporti stiano cambiando volto, trasformandosi da semplici luoghi di passaggio a vere esperienze capaci di raccontare territori e culture.
Per molto tempo l’aeroporto è stato soprattutto un luogo di passaggio, mentre ora, soprattutto nei grandi hub internazionali, qualcosa sta cambiando.
L’aeroporto non è più soltanto l’infrastruttura che permette di raggiungere una destinazione, ma in alcuni casi diventa parte dell’esperienza turistica, fino a trasformarsi esso stesso in una destinazione.
L’evoluzione è stata graduale. Con la crescita dell’aviazione commerciale dagli anni Cinquanta e Sessanta, gli aeroporti sono diventati strutture sempre più grandi e complesse. 
Col tempo sono cresciuti negozi, ristoranti, lounge e servizi, mentre dagli anni Duemila il terminal ha iniziato ad essere progettato anche come spazio di esperienza. Negli ultimi anni alcuni scali hanno fatto un ulteriore passo, non soltanto come punto di attesa, ma come luogo che offre motivi per fermarsi, visitare e spendere anche al di là del volo.
Il caso più emblematico è Singapore Changi. 
Nel 2019 è stato inaugurato Jewel Changi Airport, un complesso di 135.700 metri quadrati con oltre 260 negozi e ristoranti, hotel e attrazioni. 
Al suo centro si trova la Rain Vortex, una cascata indoor alta 40 metri, circondata dalla Forest Valley, un enorme giardino con centinaia di alberi e migliaia di piante.
 A completare l’esperienza ci sono il Canopy Park, labirinti, percorsi sospesi e altre attrazioni. 
Jewel è pensato anche per chi non deve prendere un aereo, registrando nel 2024 oltre 80 milioni di ingressi.
Un modello diverso è quello del Munich Airport, che dispone di un Visitors Park accessibile anche ai non passeggeri, con punti panoramici per osservare gli aerei, esposizioni, aree ricreative e velivoli storici.
Nello scalo si trova inoltre Airbräu, birreria e ristorante che produce la propria birra e propone anche visite al processo di produzione.
Qui l’aeroporto diventa un modo per raccontare l’aviazione e, allo stesso tempo, la cultura bavarese.
In Italia non esiste ancora un caso paragonabile a Jewel, ma alcuni aeroporti si stanno muovendo nella stessa direzione. 
Roma Fiumicino ha trasformato parte dei suoi spazi in una vetrina culturale, ospitando reperti archeologici, mostre e installazioni artistiche.
Venezia Marco Polo punta su shopping, ristorazione, arte e valorizzazione del Made in Italy e dell’artigianato locale.
Bologna, invece, utilizza anche prodotti simbolo del territorio, come il cioccolato e la gastronomia, per trasformare il terminal in una sorta di biglietto da visita della città.
La trasformazione è quindi più profonda di quanto sembri.
L’aeroporto contemporaneo può essere contemporaneamente hub di trasporto, centro commerciale, spazio culturale, luogo gastronomico e vetrina del territorio. In alcuni casi diventa persino un’attrazione autonoma.
La vera sfida per gli aeroporti, soprattutto quelli italiani, sarà capire come trasformare questi spazi senza snaturarli, non semplicemente aggiungendo servizi, ma costruendo esperienze capaci di raccontare il territorio.

Zaki Lombardo

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