Per molte piccole imprese il problema non è soltanto trovare nuovi clienti. È trovare le persone necessarie per poter lavorare.
A settembre le aziende italiane avevano programmato 565 mila assunzioni, mentre nel trimestre settembre-novembre le entrate previste arrivavano a circa 1,5 milioni.
Il dato più significativo, però, è un altro: il 44% dei profili ricercati risultava difficile da trovare.
La carenza riguarda soprattutto le attività che hanno bisogno di competenze tecniche e professionali.
Per una piccola impresa significa spesso rinunciare a una commessa, allungare i tempi di consegna o chiedere più ore alle persone già presenti. In alcuni casi, la difficoltà nel trovare personale diventa direttamente un limite alla crescita.
I servizi concentravano il 65,6% delle assunzioni previste, mentre industria e costruzioni rappresentavano il 26,5%.
La domanda non riguardava quindi soltanto grandi aziende: una parte importante arriva dal tessuto delle piccole attività che costituiscono la struttura dell'economia italiana.
Tra le figure maggiormente richieste sono cresciute anche professioni tecniche e specialistiche, dagli ingegneri agli addetti alle apparecchiature ottiche e audiovisive, fino a diverse figure dell'educazione e dei servizi.
Ma la difficoltà riguarda anche mestieri più operativi, dai conducenti agli operai specializzati.
Per una partita IVA che vuole trasformarsi in una piccola impresa, il problema diventa ancora più evidente. Aumentare il numero dei clienti è inutile se non si dispone delle persone necessarie per gestire il lavoro.
E pagare di più per attirare un collaboratore significa, a sua volta, dover fare i conti con margini già sotto pressione.
Il mercato del lavoro sta quindi mostrando un paradosso: ci sono centinaia di migliaia di posti disponibili, ma imprese e lavoratori spesso non riescono a incontrarsi. Per le piccole attività, colmare questa distanza potrebbe diventare una delle condizioni decisive per crescere nei prossimi anni.




