Sommario - 03 ottobre 2026, 14:30

Industria, Confindustria e Mimit firmano due intese: crisi aziendali e Case del Made in Italy

Orsini: «Ora serve trasformare queste intese in progetti concreti». Urso: «Collaborazione sempre più stretta a sostegno delle imprese»

Industria, Confindustria e Mimit firmano due intese: crisi aziendali e Case del Made in Italy

Rafforzare il contributo del sistema Confindustria nella gestione delle crisi industriali e avvicinare le politiche nazionali alle esigenze delle imprese sui territori. Sono gli obiettivi dei due protocolli d'intesa firmati il 30 settembre a Palazzo Piacentini dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Gli accordi, entrambi di durata triennale, consolidano la collaborazione tra Confindustria e Mimit su due fronti: i processi di reindustrializzazione e il rafforzamento della rete delle Case del Made in Italy, attraverso il raccordo con le associazioni territoriali e settoriali.

Orsini: «La politica industriale funziona quando arriva alle imprese»

«La politica industriale funziona quando arriva davvero alle imprese e ai territori. Con la sigla di questi protocolli si vuole rafforzare il coordinamento tra istituzioni e sistema produttivo e intervenire con maggiore efficacia sia nelle situazioni di crisi sia nell'accompagnamento degli investimenti. Dobbiamo preservare competenze, capacità produttiva e occupazione, favorendo allo stesso tempo nuovi insediamenti e processi di reindustrializzazione», ha dichiarato Orsini.

«Il sistema Confindustria può offrire un contributo decisivo nell'ascolto dei fabbisogni delle imprese e nel raccordo con il Mimit. Ora serve trasformare queste intese in progetti concreti, capaci di sostenere la crescita e rafforzare la competitività del sistema industriale italiano», ha sottolineato il presidente.

Un tavolo tecnico permanente per le crisi aziendali

Il primo protocollo riguarda la gestione delle crisi aziendali e territoriali e i processi di reindustrializzazione. L'obiettivo è estendere l'azione comune dalle singole vertenze alle situazioni più ampie di difficoltà industriale, favorendo il raccordo con le imprese interessate a investire, rilevare o riconvertire attività produttive.

L'intesa punta a preservare le competenze e i livelli occupazionali, sostenendo nuovi insediamenti e progetti di diversificazione produttiva. Prevede inoltre il sostegno a partnership e acquisizioni, oltre alle operazioni di reshoring, ossia il rientro di attività produttive in Italia.

A supporto di questo lavoro sarà istituito un tavolo tecnico permanente tra Mimit e Confindustria, con il compito di monitorare le attività e individuare potenziali soluzioni industriali.

Case del Made in Italy, più raccordo con il territorio

Il secondo protocollo rafforza la collaborazione tra le Case del Made in Italy, presidi territoriali del Ministero, e il sistema territoriale e settoriale di Confindustria. L'obiettivo è rendere le politiche industriali nazionali più vicine ai fabbisogni delle imprese e alle specificità del tessuto produttivo locale.

Sono previste iniziative di informazione e orientamento, accompagnate da attività di supporto alle imprese. La collaborazione si svilupperà attraverso incontri sui territori ed eventi, con attività di matchmaking e roadshow.

L'intesa comprende anche una ricognizione delle competenze richieste dalle imprese, in raccordo con la Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy.

Urso: «Presidi sempre più vicini alle Pmi e all'artigianato»

«Questi due protocolli rafforzano la già stretta collaborazione tra Mimit e Confindustria, nell'ambito di una strategia condivisa e concreta a sostegno delle imprese», ha dichiarato Urso. «Da un lato, rafforziamo la capacità di affrontare le crisi aziendali, per salvaguardare gli stabilimenti e tutelare i lavoratori, anche grazie alla rete di Confindustria, che può contribuire a individuare nuovi attori industriali. Dall'altro, potenziamo il ruolo delle Case del Made in Italy come presidi del Ministero sui territori, sempre più vicini alle esigenze delle imprese, soprattutto piccole e medie e artigiane».

I due accordi si inseriscono nel quadro del Libro Bianco del Mimit "Made in Italy 2030" e puntano a costruire una collaborazione capillare per accompagnare le trasformazioni industriali e rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale.


 

Redazione

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