Sommario - 30 settembre 2026, 14:00

Grandi opere, il risk management diventa strategico: le professionalità che fanno la differenza

Dalla gestione del rischio al controllo della commessa, come evolvono le competenze chiave per garantire tempi, costi e qualità nelle infrastrutture

Grandi opere, il risk management diventa strategico: le professionalità che fanno la differenza

Il settore delle grandi opere infrastrutturali sta ridefinendo i fattori critici che determinano il successo di una commessa. La volatilità dei costi dei materiali, le novità introdotte dal Codice degli Appalti e la complessità tecnica delle opere hanno modificato profondamente le regole del gioco: la redditività di un progetto non si misura più soltanto sulla capacità di esecuzione, ma sulla precisione nella gestione del rischio.

L'accelerazione degli investimenti legati al PNRR e ai programmi infrastrutturali ha aumentato l'articolazione gestionale delle commesse, imponendo alle imprese un rafforzamento delle funzioni dedicate al controllo dei rischi, all'amministrazione contrattuale e alla qualità. La maggiore esposizione a varianti progettuali, revisioni prezzi, contenziosi e vincoli temporali ha reso le competenze tecniche, contrattuali e gestionali sempre più centrali nell'organizzazione delle imprese di costruzione e delle società di ingegneria.

In questo scenario, il claim manager e il contract manager rappresentano uno dei principali presìdi a tutela del valore economico dell'opera. Questi profili devono possedere un mix di competenze che spazia dalla conoscenza dei contratti internazionali standardizzati, come i modelli FIDIC, alla padronanza del diritto amministrativo. Le aziende cercano professionisti capaci di prevenire il contenzioso prima ancora che gestirlo, interpretando correttamente il contratto, documentando tempestivamente gli eventi che incidono su costi e tempi e predisponendo strategie negoziali efficaci per il presidio di varianti, riserve e richieste di compensazione economica. La capacità di dialogare contemporaneamente con Direzione Lavori, Responsabile Unico del Progetto, direzione tecnica e uffici legali è uno degli elementi più distintivi di queste figure.

Particolare attenzione viene riservata all'esperienza maturata nel coordinamento di commesse ad elevata complessità tecnica, dove la corretta quantificazione dei maggiori costi e delle estensioni temporali può incidere direttamente sulla redditività finale dell'opera e ridurre il ricorso a lunghi procedimenti arbitrali o giudiziari.

Parallelamente, l'elevato livello di specializzazione richiesto dai cantieri ad alto rischio strutturale, come la realizzazione di grandi opere idrauliche o lo scavo di gallerie ferroviarie, esige direttori HSE e responsabili qualità dotati di un bagaglio tecnico-normativo sempre più articolato. La domanda di mercato si orienta verso profili in grado di integrare sicurezza, qualità e continuità operativa. Non è più sufficiente garantire la conformità alle normative o alle certificazioni ISO: viene richiesta la capacità di trasformare questi strumenti in leve organizzative capaci di prevenire rallentamenti, ridurre i fermi di cantiere e limitare i rischi economici derivanti da non conformità, incidenti o contestazioni.

Crescono di importanza anche le conoscenze trasversali legate alla digitalizzazione dei processi, all'utilizzo del BIM come strumento di controllo della commessa e alla crescente attenzione verso gli indicatori ESG, che stanno progressivamente entrando tra i criteri di valutazione delle opere pubbliche e delle grandi commesse infrastrutturali.

"Per garantire l'efficacia di queste assunzioni strategiche – spiega Federica Cavagliano, senior manager technical division di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato – i tradizionali colloqui basati sul racconto del percorso lavorativo si rivelano sempre meno sufficienti. La valutazione dei candidati si concentra sempre più sulla capacità di affrontare scenari concreti: imprevisti geologici, ritardi autorizzativi, incremento dei costi delle materie prime, gestione delle varianti e coordinamento tra i diversi stakeholder della commessa. In queste situazioni emergono anche soft skills quali la capacità decisionale, l'attitudine negoziale e la rapidità nell'individuare misure di mitigazione del rischio economico e operativo. La trasformazione in corso nel settore delle infrastrutture mostra come il successo di una grande opera non dipenda più esclusivamente dalla qualità del progetto o dalla capacità esecutiva. La differenza si gioca sempre più nella capacità di anticipare il rischio, governare il contratto e presidiare ogni fase della commessa attraverso professionalità altamente specializzate".

Redazione

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