In un contesto di continui rincari energetici, il Decreto Legge 162/2026 e le recenti decisioni delle compagnie petrolifere introducono importanti novità per famiglie e imprese, spaziando dalle tasse automobilistiche fino ai prezzi alla pompa.
L'esenzione dal Bollo Auto per il 2027 La prima misura di rilievo guarda direttamente al prossimo anno, con l'obiettivo di alleggerire il carico fiscale sulle famiglie. L'articolo 2 del D.L. 162/2026 prevede, per le persone fisiche, l'esenzione dal pagamento del bollo auto per il 2027 relativo a un solo veicolo. L'agevolazione è rivolta in modo specifico alle autovetture alimentate a benzina o gasolio, comprese le ibride, con una potenza fino a 80 kW. Nel caso in cui si possiedano più auto che rientrano in questi parametri, l'esenzione si applicherà a quella con potenza inferiore o, a parità di kW, a quella con il bollo teorico di importo più basso. Il beneficio si estende anche a motocicli e ciclomotori a benzina, a patto che il proprietario non usufruisca già dell'esenzione per l'autovettura. Per compensare il minor gettito nelle casse di Regioni e Province autonome, il decreto prevede trasferimenti statali per circa 2.293,5 milioni di euro.
Il taglio delle accise e la riduzione dello sconto Sul fronte dei carburanti, la situazione si fa più complessa. Il D.L. 162/2026 ha rimodulato al ribasso la riduzione delle accise sul gasolio. Fino al 17 settembre, lo sconto effettivo (comprensivo di IVA) era di 17,1 centesimi. La riduzione è passata a 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre e, a partire dal 26 settembre fino al 5 ottobre 2026, si è ulteriormente dimezzata, scendendo a soli 6,1 centesimi al litro. Questo significa un automatico aumento del costo alla pompa: calcolando un pieno di 50 litri, l'aggravio potenziale per le famiglie arriva a circa 8,54 euro rispetto ai livelli precedenti. Per tutelare in parte le imprese, il decreto ha esteso il credito d'imposta per l'autotrasporto anche agli acquisti di ottobre (aggiungendo 21,2 milioni di fondi), mentre il rimborso delle accise sul gasolio commerciale varia in base ai trimestri di consumo.
Il "Price Cap" di Eni: freno ai rincari Proprio mentre lo sconto statale si assottiglia, Eni ha annunciato un "contributo di solidarietà", imponendo un tetto massimo ai prezzi sulla propria rete Enilive a partire dal 28 settembre 2026. Il price cap fissa il limite a 1,99 €/l per la benzina e 2,19 €/l per il gasolio, valori inferiori di circa 17 centesimi rispetto alle medie registrate prima dell'annuncio. Nei distributori dove il prezzo di mercato è già più basso, il carburante costerà ovviamente meno. L'iniziativa durerà 30 giorni, con possibile estensione fino a fine anno. Eni motiva la scelta per contrastare le crisi geopolitiche e la carenza di raffinazione europea (30 raffinerie chiuse in 15 anni). Questa operazione di calmieramento, secondo le stime, costerà all'azienda tra i 100 e i 120 milioni di euro. Sulla scia di Eni, anche IP ha annunciato un tetto progressivo, e il governo sta trattando con Q8 per estendere la misura a oltre metà della rete italiana.
I risparmi reali e le tensioni in corso Quanto si risparmia davvero con il blocco Eni? Confrontando il tetto massimo con le medie nazionali self-service del 28 settembre, su un pieno da 50 litri il risparmio stimato si aggira intorno agli 8,10 euro per la benzina e 8,95 euro per il gasolio. Tuttavia, l'impatto è disomogeneo. Chi guida un veicolo diesel vede gran parte del beneficio annullato dalla riduzione dello sconto sulle accise. La situazione rimane tesa: gli agricoltori protestano in piazza, i gestori indipendenti temono l'azzeramento dei margini sui carburanti già in giacenza, e l'autotrasporto preannuncia mobilitazioni, come il fermo dei tir in Sicilia fissato dal 16 al 20 ottobre.




