News - 28 settembre 2026, 12:00

Piccole imprese, il credito torna a crescere ma per molti resta troppo caro

Piccole imprese, il credito torna a crescere ma per molti resta troppo caro

Per le imprese italiane il credito ha ricominciato a muoversi, ma per le attività più piccole ottenere un finanziamento continua a essere molto più difficile e costoso rispetto alle aziende di maggiori dimensioni.
A luglio 2026 i prestiti alle società non finanziarie sono cresciuti del 4,1% su base annua, in accelerazione rispetto al +3,2% di giugno. Per i nuovi finanziamenti fino a 1 milione di euro, però, il tasso medio si è attestato al 4,37%, contro il 3,55% applicato ai prestiti superiori a 1 milione.
La differenza pesa soprattutto sulle piccole attività, che normalmente hanno bisogno di somme più contenute per acquistare attrezzature, rinnovare il locale, finanziare il magazzino o affrontare un periodo di maggiore fabbisogno di liquidità. 
Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti di 34 miliardi di euro, pari a un calo del 25,9%. 
Per le imprese artigiane la riduzione è stata ancora più forte, arrivando al 39,3%. Anche il costo del denaro mostra differenze importanti sul territorio.
Confartigianato rileva tassi per le piccole imprese che vanno dal 6,5% di Bolzano fino al 10,6% della Sardegna, a fronte di un tasso medio del 4,97% per l'insieme delle imprese. 
Il risultato è che, anche quando una banca concede il finanziamento, il costo può diventare un ostacolo agli investimenti. 
Per un piccolo imprenditore significa dover valutare con attenzione ogni acquisto: un nuovo macchinario, un furgone, un ampliamento o anche semplicemente una maggiore disponibilità di cassa. La situazione sta comunque mostrando qualche segnale di miglioramento. La crescita dei prestiti registrata nei mesi estivi indica che il credito sta tornando a circolare. Ma per le partite IVA e le microimprese la vera sfida rimane un'altra: riuscire ad avere accesso al denaro quando serve, senza pagarlo troppo.

Marta Zanni

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