Top News | 28 settembre 2026, 16:10

Fondazione Menarini, due giorni di Uro-andrologia a Belgrado tra laser e robotica

Fondazione Menarini, due giorni di Uro-andrologia a Belgrado tra laser e robotica

ROMA (ITALPRESS) - Presentare piattaforme di addestramento e illustrare le tecniche operatorie non solo ai giovani colleghi, ma anche agli urologi che stanno iniziando a praticare trattamenti laser per l'urolitiasi e le procedure AEEP/HoLEP. Questi alcuni dei temi al centro del Congresso Internazionale di Uro-andrologia della Fondazione Menarini, che si è svolto a Belgrado in due giornate. Il programma è stato sviluppato attorno alla missione formativa dell'evento. Particolare attenzione è stata dedicata alla comprensione del laser come fonte di energia e ai principi fisici che ne stanno alla base: una premessa fondamentale per un utilizzo sicuro ed efficace. Il professor Otas Durutovic ha ripercorso i momenti principali del congresso: "Ogni giornata prevedeva sei sessioni, a partire da venerdì. La prima era dedicata alla collaborazione tra urologi e anestesisti, con linee guida per il trattamento in terapia intensiva, come nel caso di un paziente settico, per il quale è fondamentale ottenere il controllo della fonte dell'infezione entro sei ore. La seconda sessione, molto seguita, ha riguardato la chirurgia laser e le sue diverse applicazioni, mentre la successiva è stata dedicata alla chirurgia robotica, una delle tecnologie emergenti più importanti. Si è poi passati alla medicina della riproduzione e alla sindrome metabolica, senza tralasciare la salute femminile, anch'essa parte fondamentale della salute urologica".Grande interesse ha suscitato anche la sessione sulla chirurgia urologica robotica. "Il punto chiave della medicina di oggi è l'approccio multidisciplinare nella risoluzione di ogni tipo di problema - ha sottolineato la professoressa Milona Jevtovic poter ascoltare sia i chirurghi sia gli internisti, e confrontarsi sulla diagnostica nella risoluzione dei problemi urologici, permette di garantire al paziente un trattamento migliore. Dobbiamo mantenere sempre il paziente al centro della nostra attenzione, e congressi come questo ci permettono di imparare molto su nuove conoscenze e miglioramenti, che si traducono poi in un aiuto concreto ai nostri pazienti".La seconda giornata del congresso si è aperta con un approfondimento sulle urgenze urologiche e di chirurgia generale - situazioni che non consentono tempi di preparazione ("docking time") e richiedono un intervento immediato - affiancate da esempi di procedure chirurgiche multidisciplinari estremamente complesse, per le quali la chirurgia a cielo aperto rimane l'unica opzione percorribile.Una discussione particolarmente coinvolgente ha fatto seguito alla sessione dedicata alla medicina della riproduzione e all'infertilità, sia maschile che femminile.La sessione conclusiva ha offerto uno sguardo sul futuro: l'integrazione dell'intelligenza artificiale nella pratica diagnostica e clinica. "E' stato un congresso ricco di presentazioni interessanti, capace di far dialogare cardiologi, anestesisti e chirurghi - ha detto il professor Andrea Gavazzi - condividere la propria esperienza e mettere in comune le proprie domande è un aspetto molto importante. Credo che la chirurgia dal vivo mantenga ancora oggi un valore, purchè accompagnata da una solida conoscenza di ciò che si sta facendo e senza mai dimenticare il paziente, che resta la priorità assoluta: personalmente continuo a praticarla, perchè permette di osservare da vicino come i colleghi affrontano situazioni reali. Guardando al futuro, penso che la chirurgia robotica continuerà a svilupparsi e ne diventerà sempre più protagonista: probabilmente i robot oggi in uso non saranno gli stessi dei prossimi anni, ma è soprattutto l'automazione della robotica a rappresentare, a mio avviso, la direzione da seguire". - Foto www.pexels.com -(ITALPRESS).

Agenzia Italpress