Una sanità che non si limita a curare, ma che si prende cura della persona nella sua interezza. È questo il concetto espresso dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in occasione dell'inaugurazione della nuova Casa Ronald McDonald all'interno dell'Ospedale Niguarda di Milano. Un evento che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del direttore generale Alberto Zoli, del presidente di Casa Ronald Nicola Antonacci e della direttrice Maria Chiara Roti.
La struttura, nata nel 2020 come Family Room, è stata ampliata fino a diventare una vera e propria Casa Ronald integrata nell'ospedale. Su una superficie di circa 600 metri quadrati, mette a disposizione delle famiglie sette camere con bagno privato, cucine attrezzate, soggiorni e zone relax, lavanderia, spazi per lo smart working e ambienti dedicati alla privacy. Un'evoluzione significativa che risponde all'esigenza di genitori e parenti costretti a vivere per settimane o mesi lontano da casa durante un ricovero lungo e difficile.
«L'eccellenza della sanità lombarda non si misura soltanto nella qualità delle cure e nella capacità dei nostri professionisti di affrontare anche i casi più complessi – ha dichiarato Fontana –. Si misura anche nella capacità di prendersi cura della persona nella sua interezza e di stare vicino alla sua famiglia, soprattutto quando un ricovero lungo e difficile costringe a vivere per settimane o mesi lontano da casa».
Il presidente ha poi sottolineato come, quando un figlio è ricoverato, la famiglia diventi parte integrante del percorso di cura. «Consentire a un genitore di restare accanto al proprio figlio significa offrire un sostegno concreto in uno dei momenti più delicati della vita. Questa Casa interpreta perfettamente il modello di sanità che vogliamo continuare a costruire in Lombardia: altamente specializzata, tecnologicamente avanzata, ma nello stesso tempo profondamente umana».
Per Fontana, l'esperienza di Casa Ronald rappresenta inoltre «un esempio concreto di quella sussidiarietà che appartiene alla storia e alla cultura della Lombardia». «Quando istituzioni, sanità pubblica, imprese e Terzo settore uniscono competenze e risorse – ha aggiunto – non si sostituiscono gli uni agli altri, ma moltiplicano la capacità di dare risposte ai cittadini. È questa alleanza tra pubblico e privato sociale che consente al nostro sistema di crescere e di offrire servizi che vanno oltre la prestazione sanitaria».
Il governatore ha quindi richiamato il ruolo di Niguarda nel sistema sanitario regionale, definendolo «una delle espressioni più alte della sanità lombarda. È un ospedale capace di attrarre pazienti, professionalità e investimenti perché chi arriva qui riconosce la solidità di un modello e finisce per diventarne parte». Una capacità di accoglienza che, ha ricordato, «abbiamo potuto vedere concretamente anche nei drammatici momenti seguiti al rogo di Crans-Montana, quando i ragazzi trasferiti a Niguarda hanno trovato cure e assistenza di altissimo livello e le loro famiglie hanno potuto trovare qui accoglienza e una casa».
Il progetto della Fondazione Ronald McDonald è destinato a rafforzarsi ulteriormente in Lombardia, con una nuova presenza anche all'IRCCS Carlo Besta di Milano. «Non è un caso – ha concluso Fontana – che realtà come questa scelgano le nostre eccellenze. La Lombardia continua a occupare un posto di rilievo nelle classifiche internazionali degli ospedali specializzati. La vera sfida, però, è affiancare sempre all'eccellenza clinica un'attenzione altrettanto forte alla dimensione umana della cura. Casa Ronald dimostra che è possibile: qui la famiglia non resta fuori dall'ospedale, ma diventa parte integrante del percorso di cura».




