Il Friuli Venezia Giulia presenta un quadro previdenziale segnato dalla forte presenza di trattamenti di importo ridotto. Il 45-46% delle pensioni erogate nella regione ha un valore lordo inferiore a 1.000 euro, secondo i dati illustrati dallo Spi Cgil Fvg durante la XVI Festa regionale di Liberetà. Il tema si intreccia con l’evoluzione del costo della vita e con la capacità delle famiglie di mantenere i livelli di consumo. Tra gli elementi indicati dal sindacato figura anche il fiscal drag: su un trattamento pensionistico lordo annuo di 16mila euro, l’effetto cumulato nell’arco di tre anni sarebbe stato quantificato in circa 708 euro.
Inflazione e fisco incidono sui bilanci familiari
L’aumento dei prezzi rappresenta uno dei fattori che hanno condizionato maggiormente il reddito reale negli ultimi anni. Nel Fvg, la Banca d’Italia ha rilevato nel 2025 una nuova crescita del potere d’acquisto delle famiglie, dopo quella del 2024, ma ancora insufficiente a riportarlo sui livelli del 2019.
L’attenzione è stata posta anche sulle spese sanitarie, considerate una componente rilevante dei bilanci dei pensionati. Il segretario regionale Renato Bressan ha richiamato inoltre gli effetti dei meccanismi di indicizzazione degli assegni e della fiscalità. Sul fronte istituzionale, il direttore regionale dell’Inps Marco De Sabata ha invece sottolineato l’importanza di una maggiore conoscenza degli strumenti previdenziali, compresa la previdenza complementare e i fondi pensione previsti dalla contrattazione.
Lavoro autonomo e struttura demografica
La questione previdenziale si inserisce in una regione con un rapporto sempre più stretto di circa 70 pensionati ogni 100 lavoratori secondo lo Spi Cgil. Equilibrio destinato a modificarsi con l’evoluzione demografica. Il dato riguarda direttamente la sostenibilità finanziaria del sistema a ripartizione, nel quale i contributi versati dagli occupati finanziano le prestazioni correnti.
Anche la composizione del mercato del lavoro contribuisce al quadro. Nel 2025, secondo la Banca d’Italia, il numero degli occupati autonomi in regione è diminuito, mentre è cresciuto quello dei dipendenti a tempo indeterminato. Le dinamiche riguardano anche professionisti, lavoratori indipendenti e titolari di piccole attività, che rappresentano una componente importante del tessuto produttivo regionale. Per le imprese l’andamento dei redditi delle famiglie costituisce uno degli elementi che incidono sulla domanda interna, accanto all’evoluzione dell’occupazione e dei prezzi. La discussione sulla previdenza resta quindi legata non soltanto agli assegni già in pagamento, ma anche alla capacità del mercato del lavoro di alimentare nel tempo il sistema contributivo.


Mario Gentile


