News | 17 settembre 2026, 10:00

Stato dell'Unione 2026: taglio alla burocrazia e spinta al credito, il piano dell'Europa per imprese e Partite IVA

Von der Leyen annuncia una riduzione degli oneri amministrativi per 17 miliardi di euro all'anno e chiede agli Stati membri un "patto contro la sovraregolamentazione". Focus su costi dell'energia, mercato unico e un sistema bancario orientato alla crescita.

Stato dell'Unione 2026: taglio alla burocrazia e spinta al credito, il piano dell'Europa per imprese e Partite IVA

Nel suo discorso sullo stato dell'Unione 2026, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha tracciato la rotta per i prossimi mesi, mettendo al centro un tema cruciale per chi fa impresa: il rilancio dell'economia europea, considerato la priorità assoluta. Sebbene l'economia dell'Unione abbia resistito meglio del previsto agli impatti delle guerre in Medio Oriente e i tassi di disoccupazione siano ai minimi storici, è emersa la chiara consapevolezza che le pressioni derivanti dall'aumento dei prezzi dell'energia e dagli oneri finanziari stanno gravando pesantemente sui cittadini e sulle imprese.

Guerra alla burocrazia: risparmi per 17 miliardi 
Per le Partite IVA e le Piccole e Medie Imprese (PMI), il passaggio più rilevante riguarda la lotta agli oneri amministrativi. La Presidente ha evidenziato come, nell'economia odierna, la rapidità sia essenziale: un singolo modulo o un'autorizzazione possono determinare dove si crea un posto di lavoro o dove viene destinato un investimento. Per questo motivo, la Commissione intende muoversi più rapidamente, riducendo gli oneri nei casi in cui questi rallentano le PMI.

Un primo passo è già stato fatto: le 12 proposte omnibus presentate mirano a ridurre i costi dovuti alla burocrazia di circa 17 miliardi di euro all'anno. Tuttavia, von der Leyen ha lanciato un chiaro appello ai governi nazionali, sottolineando che l'Europa non può agire da sola e che, per ottenere una vera semplificazione, serve l'intervento degli Stati membri attraverso un vero e proprio "patto contro la sovraregolamentazione".

Mercato unico, energia e materie prime 
Il rafforzamento del tessuto economico passa anche per il superamento della frammentazione dei capitali e del potere d'acquisto europei. Entro la fine del prossimo anno, l'obiettivo è completare una revisione storica basata sulla tabella di marcia "Un'Europa, un mercato". Questa compattezza è vitale per far fronte a un mercato globale complesso, in cui l'Unione europea registra oggi un disavanzo commerciale con la Cina di un miliardo di euro al giorno. Questa situazione, definita insostenibile, sta sfociando in una deindustrializzazione del cuore produttivo dell'Europa.

Sul fronte dei costi operativi, l'Europa riconosce di non poter rimanere una potenza industriale se i prezzi dell'energia si mantengono strutturalmente troppo elevati. La soluzione indicata è l'intensificazione della produzione interna di energia pulita e a prezzi accessibili, per garantire l'indipendenza del continente. Inoltre, per tutelare le filiere produttive e ridurre la dipendenza dalla Cina (che supera l'80% per molte materie prime critiche), verrà istituita una nuova Compagnia europea per le materie prime critiche.

Un sistema bancario per la crescita 
Infine, un segnale forte per il mondo delle imprese arriva sul fronte dei finanziamenti. Riconoscendo che le esigenze delle imprese sono urgenti, von der Leyen ha affermato la necessità di avere un sistema bancario impostato sulla crescita e non esclusivamente sulla stabilità. A tal fine, sarà presentato un nuovo pacchetto per il settore bancario per ricomporre la frammentazione, poiché c'è bisogno di una capacità e di una propensione al rischio maggiori per sostenere chi fa impresa in Europa. La capacità di attrarre investimenti e il modo in cui verranno gestiti i cambiamenti climatici e l'intelligenza artificiale determineranno, in ultima analisi, la prosperità e la sicurezza future.

Redazione