News - 11 settembre 2026, 15:00

La Riforma dei Porti: sfide, opportunità e prospettive per la Blue Economy italiana

La Liguria si conferma il cuore pulsante del sistema marittimo e logistico nazionale. In un mese di settembre ricco di appuntamenti strategici dedicati al futuro dei nostri scali, il dibattito entra nel vivo già questo fine settimana.

La Riforma dei Porti: sfide, opportunità e prospettive per la Blue Economy italiana

 Alle 17.30 sarò relatore alla tavola rotonda “Riforma dei Porti: prospettive e opportunità per la blue economy”, un confronto che vedrà la presenza del Presidente della Commissione Trasporti della Camera, di alcuni parlamentari liguri e dei principali esponenti del mondo portuale, armatoriale e imprenditoriale.

Perché intervenire oggi: il nodo dei dieci anni
A dieci anni dal riordino del 2016 e a oltre trenta dalla fondamentale legge n. 84 del 1994, avviare una nuova riforma è una priorità non più rinviabile. La riforma del 2016 ha cercato di superare la frammentazione del singolo scalo introducendo le Autorità di Sistema Portuale (AdSP). Tuttavia, l’esperienza sul campo ci dimostra che diversi obiettivi non sono stati raggiunti: il sistema resta frammentato, le procedure sono lente, la pianificazione non sempre è coordinata, i dragaggi costituiscono ancora un collo di bottiglia e i collegamenti ferroviari e intermodali risultano disomogenei.

L’obiettivo di fondo deve rimanere chiaro: lo Stato deve mantenere la proprietà pubblica, l’indirizzo strategico, la regolazione, la pianificazione e il controllo. Contestualmente, la gestione va affidata a concessionari industriali, imponendo precisi obblighi di investimento, standard di sicurezza elevati, accesso equo, misurazione delle performance e subconcessioni trasparenti. Il DDL all’esame della Commissione Trasporti cerca di muoversi proprio in questa direzione.

Un disegno di legge in sintonia con le direttive europee
Il provvedimento ha il merito di inserirsi nel solco delineato dall’Unione Europea, che il 4 marzo 2026 ha adottato la nuova EU Ports Strategy e la EU Industrial Maritime Strategy per rafforzare la competitività, la sicurezza e la sostenibilità dell'intero ecosistema marittimo del continente.

Tra i punti qualificanti del provvedimento:

  • Integrazione con le reti TEN-T: le finalità della legge 84/1994 vengono aggiornate richiamando le infrastrutture strategiche europee per realizzare una rete multimodale, coerente e di alta qualità.
  • Classificazione e pianificazione coerente: ai porti compresi nella rete centrale TEN-T viene attribuita la categoria di maggiore rilevanza, collegando la pianificazione locale alla Rete italiana della portualità.
  • Piano Nazionale degli Interventi: adozione del piano sentito la Conferenza nazionale delle AdSP e il CIPOM, previa intesa in Conferenza unificata, per individuare le opere strategiche secondo un ordine di priorità chiaro.
  • Programmazione selettiva ed efficienza: pianificazione pluriennale delle opere pubbliche per ottimizzare le risorse ed evitare sovrapposizioni inutili tra scali limitrofi.
  • Indirizzo strategico unitario: rafforzamento della regia nazionale per favorire la sinergia tra le varie Autorità ed evitare dinamiche concorrenziali dannose tra i porti dello stesso sistema Paese.
  • Semplificazione e deburocratizzazione: riduzione dei tempi di approvazione dei piani regolatori portuali e dei progetti d'investimento per velocizzare la messa a terra delle risorse previste dai piani di sviluppo.

Le criticità da superare: il nodo di Porti S.p.A.
Se l'impianto generale è condivisibile, vi sono aspetti che richiedono correttivi rigorosi. Il coordinamento centralizzato degli investimenti affidato a Porti S.p.A. presenta dubbi legati alla doppia natura giuridica della società. Sarà necessario un confronto preventivo e trasparente con l’Europa per chiarire questi punti ed evitare di avviare pericolose procedure d'infrazione.

Il futuro della blue economy e della competitività delle nostre imprese si gioca sulla capacità di trasformare le riforme in cantieri operativi e certezza del diritto per gli operatori della filiera.

Roberto Traversi

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