L’aumento rilevato ad agosto sul versante dei prezzi era un dato in parte atteso, in considerazione dei consueti incrementi stagionali che si rilevano in alcuni specifici segmenti accentuati in alcuni casi, trasporti, dal riacutizzarsi delle tensioni sugli energetici. Al netto di queste dinamiche la situazione, se si guarda anche al complesso dell’euro area, appare ancora sotto controllo con un’inflazione di fondo che si mantiene su valori contenuti, a segnalare come le frizioni all’interno del sistema siano ancora limitate, e in linea con i target della politica monetaria. Al momento la progressiva, anche se non costante, tendenza all’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, registrata dall’inizio dell’anno, continua a produrre effetti essenzialmente sui settori più direttamente collegati. Dato che non deve far trascurare le preoccupazioni sulle dinamiche attese nei prossimi mesi che potrebbero condizionare, in negativo, le prospettive di crescita dell’ultima parte dell’anno e soprattutto del 2027. Con il riacutizzarsi dell’inflazione vi è il rischio che le famiglie, nonostante il permanere di una stabilità del mercato del lavoro, con l’occupazione che anche a luglio si mantiene su livelli storicamente elevati, interrompano il processo di graduale recupero della domanda che ha sostenuto la crescita nel primo semestre. E’ il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat di oggi.




