News - 31 agosto 2026, 09:00

SpaceX porta Roman nello spazio

Il successo della missione può sostenere il titolo SPCX?

SpaceX porta Roman nello spazio

SpaceX aggiunge un altro successo al proprio curriculum. Il 30 agosto un Falcon Heavy ha portato nello spazio il Nancy Grace Roman Space Telescope, il nuovo osservatorio della NASA destinato allo studio della materia oscura, dell’energia oscura e degli esopianeti. Una missione scientifica da circa 4,3 miliardi di dollari, ma anche un evento da osservare con attenzione sui mercati finanziari.

Da giugno, infatti, SpaceX non è più soltanto una delle aziende private più preziose al mondo. Il gruppo di Elon Musk è quotato sul Nasdaq con ticker SPCX, dopo un’IPO da record realizzata a 135 dollari per azione. L’operazione ha raccolto circa 85,7 miliardi di dollari e ha portato rapidamente la società tra i protagonisti di Wall Street. 

Il mercato, tuttavia, non ha concesso una crescita lineare. Dopo l’entusiasmo iniziale, il titolo è sceso anche sotto il prezzo di IPO a luglio, mentre investitori e short seller hanno iniziato a interrogarsi su valutazione, investimenti necessari e capacità dell’azienda di trasformare la propria leadership tecnologica in flussi di cassa sostenibili. Il 28 agosto SPCX ha chiuso a 141,50 dollari, circa il 4,8% sopra il prezzo di collocamento. 

È qui che entra in gioco Roman. Il successo del lancio non genera automaticamente miliardi di nuovi ricavi, ma rafforza uno degli asset più importanti di SpaceX: la sua posizione come infrastruttura strategica per il governo statunitense e per la NASA.

Il Falcon Heavy ha trasportato senza problemi un telescopio destinato a operare per almeno cinque anni a circa 1,6 milioni di chilometri dalla Terra. Roman utilizzerà un campo visivo molto più ampio di Hubble e dovrebbe permettere agli scienziati di creare una delle mappe più dettagliate mai realizzate dell’universo. 

Perché dovrebbe interessare un investitore? Perché ogni missione riuscita riduce, almeno indirettamente, il rischio operativo percepito e consolida il vantaggio competitivo di SpaceX nel mercato dei lanci. Washington, inoltre, sta spingendo per aumentare fortemente il numero di lanci commerciali statunitensi, con un obiettivo di almeno 1.000 lanci e rientri all’anno entro il 2030. SpaceX parte da una posizione dominante. 

Resta però il grande interrogativo: quanto di questa crescita è già incorporato nel prezzo? La società è arrivata sul mercato con una valutazione nell’ordine dei trilioni di dollari e il titolo ha già mostrato una forte volatilità. Ad agosto, con la scadenza dei primi lock-up, il numero di azioni disponibili per la negoziazione è aumentato sensibilmente, mettendo alla prova la domanda degli investitori. 

Roman, quindi, difficilmente rappresenta da solo un catalyst capace di cambiare la valutazione di SpaceX. È piuttosto un altro tassello di una storia più ampia: Starlink, Starship, contratti pubblici, difesa e infrastrutture spaziali.

Per Wall Street la domanda non è più se SpaceX sappia mandare razzi nello spazio. Su quello ci sono ormai pochi dubbi. La vera domanda è quanto vale, finanziariamente, questa capacità.

Paolo D'Ascenzi

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