Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha illustrato alla Camera dei Deputati il piano quinquennale del Governo per la sicurezza nei luoghi di lavoro, individuando cinque direttrici strategiche che combinano prevenzione, repressione e innovazione tecnologica.
La prima linea d'azione prevede il completamento dell'attuazione del decreto legge n. 159 del 2025, per rendere operativi gli strumenti normativi già introdotti e superare le criticità applicative emerse. Il secondo pilastro punta a rafforzare la cultura della prevenzione attraverso nuove iniziative dedicate a giovani, scuole e imprese, con l'obiettivo di trasformare la sicurezza da adempimento burocratico a valore condiviso.
Il terzo punto riguarda il consolidamento della Strategia nazionale 2026-2030, che diventerà il riferimento per coordinare gli strumenti programmatori delle diverse amministrazioni, evitando frammentazioni e sovrapposizioni. Sul fronte dei controlli, il Ministero intende potenziare la vigilanza completando le assunzioni di personale ispettivo e utilizzando in modo sempre più efficace le banche dati integrate e le tecnologie digitali, per intercettare in tempo reale le situazioni di rischio.
Infine, il quinto asse è dedicato al contrasto del lavoro irregolare, del caporalato e dello sfruttamento, con particolare attenzione ai settori più esposti come agricoltura, edilizia e logistica, e alle categorie più vulnerabili, in particolare lavoratori stagionali e migranti. L'obiettivo dichiarato è duplice: reprimere le aziende che non rispettano gli standard e allo stesso tempo colpire la concorrenza sleale che esse generano.
I prossimi mesi saranno decisivi per verificare la capacità del Governo di tradurre in fatti concreti gli annunci fatti alla Camera, in un settore che rappresenta una priorità assoluta per l'agenda politica e sociale del Paese.




