Bentornati al nostro appuntamento dedicato al turismo. Oggi ripercorriamo la classifica delle città turistiche più attrattive del mondo, dove notorietà, percezione e qualità dell’esperienza diventano sempre più decisive per la competitività delle destinazioni
Non sono gli arrivi internazionali, i posti letto o la capacità aeroportuale a stabilire quali siano le città turistiche più attrattive del mondo.
Nel 2026 conta sempre di più ciò che i viaggiatori dicono, ricordano e provano durante e dopo il viaggio.
È questa la prospettiva del Global Tourism City Attractiveness Index, realizzato da Yanolja Research insieme al CHRIBA Institute della Purdue University e all’H&T Analytics Center della Kyung Hee University.
La nuova edizione ha ampliato il perimetro da 191 a 261 città, con una classifica delle prime 200 destinazioni. L’analisi utilizza dati social globali in 14 lingue.
L’indice non misura soltanto il sentiment, ma il punteggio finale combina infatti al 50% la Awareness, cioè il livello di notorietà e conversazione intorno a una destinazione, e al 50% la Attractiveness, ovvero la percezione positiva dell’esperienza turistica.
Sul gradino più alto del podio c’è New York, con un punteggio complessivo di 9,88.
La città statunitense è prima per awareness e terza per attractiveness, riuscendo quindi a combinare notorietà globale ed esperienza positiva.
Alle sue spalle si piazza Parigi, seconda per il secondo anno consecutivo, mentre Osaka conquista il terzo posto ed è prima assoluta per attractiveness. Seguono Kyoto e Seoul.
La top ten prosegue con Londra, Roma, Bangkok, Okinawa e Chicago.
Il dato più interessante per l’industria turistica emerge però dal confronto tra notorietà ed esperienza.
Osaka è soltanto ottava per awareness, ma prima per attractiveness. Kyoto è decima per notorietà e seconda per attrattività, mentre Seoul è sesta per awareness e quarta per attractiveness. Ancora più significativo il caso di Okinawa, appena 28ª per notorietà ma ottava per esperienza percepita.
Essere conosciuti, dunque, non basta, la capacità di trasformare la visita in un’esperienza positiva e memorabile diventa un vero vantaggio competitivo.
L’Asia conferma così il proprio peso crescente nel turismo urbano.
Il Giappone porta otto città nella Top 50, mentre gli Stati Uniti ne collocano 16, il numero più elevato tra i Paesi analizzati.
L’Europa mantiene comunque una presenza molto forte, con nove città nella Top 50 e 28 nella Top 100.
Per l’Italia il risultato più importante è quello di Roma, settima a livello mondiale. Milano si colloca al 33° posto, mentre Venezia è 49ª.
Numeri che confermano la forza del patrimonio culturale italiano, ma che evidenziano anche la necessità di trasformare la notorietà in esperienze sempre più distintive.
Il messaggio è che la competizione tra destinazioni non si gioca più soltanto sulla capacità di attrarre visitatori, ma sulla capacità di conquistarli durante il viaggio e di rimanere nella loro memoria.
Cultura, gastronomia, shopping, intrattenimento, paesaggio e qualità dell’ospitalità diventano così elementi di un’unica esperienza, destinata a essere raccontata e condivisa anche dopo il ritorno a casa.
Alla base dell’indice, quindi, c’è una prospettiva consumer-centered dove l’attrattività di una città nasce dall’incontro tra le motivazioni che spingono una persona a viaggiare e le caratteristiche della destinazione capaci di soddisfarle.
In altre parole, non conta solo ciò che una città offre, ma come queste risorse vengono percepite e trasformate in un’esperienza significativa.
L’indice distingue così tra la capacità di entrare nell’immaginario del viaggiatore e quella di lasciare un’impressione positiva, rafforzando l’idea che notorietà ed esperienza siano due dimensioni diverse, ma complementari, della competitività turistica.




