Si fa sempre più reale l'ipotesi di creare un grande "polo aeroportuale del Nord-Ovest", un progetto attualmente in fase di studio di fattibilità (con i primi esiti attesi per settembre 2026) che potrebbe rivoluzionare la gestione degli scali dell'area. Non si tratta della creazione di una nuova compagnia aerea, ma di un'operazione industriale volta a unire le forze delle due principali società di gestione aeroportuale:
SEA (Società Esercizi Aeroportuali): L'ente che gestisce i due grandi scali milanesi di Malpensa e Linate.
SAGAT: La società che ha in gestione esclusiva l'aeroporto di Torino Caselle.
L'obiettivo è far nascere una rete capace di coordinare rotte, investimenti e sviluppo commerciale in modo complementare, riducendo la frammentazione degli aeroporti Italiani.
Le Motivazioni dell'Unione e gli Aeroporti Coinvolti
L'operazione coinvolge tre snodi infrastrutturali: Milano Malpensa, Milano Linate e Torino Caselle. L’idea è puntare a superare la concorrenza interna nel Nord-Ovest e presentarsi sul mercato come un unico grande sistema capace di movimentare oltre 47 milioni di passeggeri all'anno (sommando i 42,3 milioni di Sea e i 5 milioni di Sagat nel 2025) e generare un fatturato aggregato di circa 940 milioni di euro.
I vantaggi e le motivazioni previste includono:
· Forza Contrattuale: Un sistema con tre aeroporti avrà un peso decisamente maggiore nelle trattative con le compagnie aeree per attirare e consolidare nuove rotte internazionali, proponendo una strategia complessiva e distribuendo i collegamenti in base alla domanda.
· Complementarità Operativa: Ottimizzazione delle infrastrutture esistenti, in linea con il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, assegnando ai tre aeroporti funzioni complementari.
· Sviluppo Territoriale (Logistica e Turismo): Come sottolineato da associazioni come API Torino, l'unione può fungere da leva strategica per turismo ed export, ma necessita di essere supportata da forti interconnessioni logistiche, in primis una linea ferroviaria ad alta velocità tra l'area torinese e Malpensa.
Il Capitale e le Condizioni dei Soci
L'operazione è tecnicamente agevolata dalla presenza di un forte legame azionario tra le due realtà, rappresentato dal fondo infrastrutturale F2i (tramite 2i Aeroporti). Tuttavia, l'integrazione unisce due modelli proprietari molto diversi:
- Il nodo di Milano: Il Comune di Milano è l'azionista di maggioranza di Sea (54,8%)
- La posizione di Torino e F2i: Sagat, invece, ha un unico azionista privato dal 2023: 2i Aeroporti ne controlla il 100% (ed è contemporaneamente il secondo azionista di Sea al 45%). La Città di Torino e gli altri enti pubblici piemontesi sono infatti usciti progressivamente e in modo definitivo dal capitale di Sagat tra il 2012 e il 2018.
In conclusione, se da un lato l'operazione promette di creare un gigante europeo del volo, dall'altro dovrà superare la forte diffidenza della politica e dei sindacati piemontesi. La vera sfida per Sea e F2i sarà dimostrare che l'unione genererà vantaggi condivisi senza trasformare Torino in un semplice satellite di Malpensa.




