News - 19 agosto 2026, 12:00

Il turismo corre sui binari!

L’espansione dell’alta velocità sta ridisegnando i flussi turistici europei: il treno diventa un fattore strategico per destinazioni, territori e imprese dell’ospitalità.

Il turismo corre sui binari!

Bentornati al nostro appuntamento dedicato al turismo. Oggi analizziamo come il trasporto ferroviario stia trasformando il modo di viaggiare in Europa, influenzando le scelte dei turisti e aprendo nuove opportunità per destinazioni e operatori dell’ospitalità. Un cambiamento che mette il viaggio al centro dell’esperienza turistica e ridisegna la mappa delle mete più attrattive.
Quando si parla di turismo, la mobilità viene ancora considerata un elemento accessorio, come un semplice mezzo per raggiungere una destinazione. 
Eppure, i dati raccontano una realtà diversa.
La rete ferroviaria europea sta modificando la distribuzione dei flussi turistici e, di conseguenza, le strategie di chi opera nel settore dell’ospitalità.
Secondo Eurostat, nel 2024 nell’Unione Europea sono stati effettuati 8,7 miliardi di viaggi ferroviari, per un totale di 444,5 miliardi di passeggeri-chilometro, il valore più elevato degli ultimi vent’anni. 
Un dato che conferma come il treno non rappresenti più soltanto un’alternativa sostenibile all’automobile o all’aereo, ma un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del turismo europeo.
Per decenni la competitività di una destinazione è stata descritta soprattutto dalla presenza di un aeroporto internazionale. 
Oggi questo paradigma sta lentamente cambiando.
L’espansione delle reti ad alta velocità e il potenziamento dei collegamenti ferroviari stanno ridisegnando la mappa del turismo continentale. 
Non è più soltanto la distanza geografica a determinare l’attrattività di una località, ma il tempo necessario per raggiungerla e la qualità dell’esperienza di viaggio.
Una città collegata in due o tre ore ai principali centri europei entra automaticamente in un nuovo mercato turistico. 
Diventa una destinazione per il weekend, per il turismo culturale, per il bleisure e per gli itinerari multi-destinazione.
Il viaggio in treno favorisce infatti il modello turistico sempre più diffuso del "touring", ovvero la costruzione di itinerari con più tappe. 
Un visitatore può oggi progettare facilmente percorsi come Milano-Firenze-Roma-Napoli o Zurigo-Milano-Venezia, trasformando più città in un unico prodotto turistico.
Con quasi 56 miliardi di passeggeri-chilometro, l’Italia rappresenta il terzo mercato ferroviario europeo dopo Germania e Francia.
La rete dell’alta velocità ha trasformato profondamente il turismo nazionale, rendendo possibili spostamenti che fino a pochi anni fa richiedevano un’intera giornata di viaggio. 
Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli sono ormai parte di un unico grande corridoio turistico.
A questo si aggiungono i collegamenti internazionali con Francia, Svizzera, Austria e Germania.
Milano è oggi il principale nodo ferroviario internazionale italiano, mentre Venezia, Torino, Verona e Bologna beneficiano dei collegamenti transfrontalieri e dei nuovi itinerari europei.
Per molte destinazioni italiane questo significa intercettare nuovi segmenti di domanda senza dipendere esclusivamente dal traffico aereo.
Secondo Trainline, Roma, Firenze e Napoli sono tra le destinazioni ferroviarie più prenotate sulla piattaforma, mentre città come Brescia, Torino e Genova hanno registrato importanti crescite delle prenotazioni, segnale di un interesse crescente anche verso destinazioni meno tradizionali.
La ferrovia modifica anche il comportamento dei turisti, infatti chi viaggia in treno tende maggiormente a soggiornare nei centri urbani, utilizzare il trasporto pubblico e combinare più esperienze nello stesso viaggio.
Questo approccio favorisce città di medie dimensioni e territori meno conosciuti, purché ben collegati alla rete ferroviaria. 
Nel turismo del prossimo decennio non vinceranno soltanto le destinazioni più belle, ma anche quelle più accessibili. 
La qualità dei collegamenti ferroviari diventerà un fattore competitivo al pari del patrimonio culturale, dell’offerta ricettiva e della capacità di promozione internazionale.

Zaki Lombardo

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