News | 17 agosto 2026, 10:00

Caro energia, a settembre nuova stangata

Fino a 515 euro in più per le famiglie

Caro energia, a settembre nuova stangata

Dopo i rincari estivi, il caro energia è tornato a pesare sui bilanci di famiglie e imprese italiane. 
A luglio il prezzo dell'elettricità sul mercato all'ingrosso è aumentato del 18,52% rispetto a giugno, mentre quello del gas ha registrato un incremento del 20,04%, raggiungendo in entrambi i casi i livelli più elevati del 2026. 
La corsa potrebbe tradursi in bollette sensibilmente più care a partire da settembre. 
Secondo le simulazioni di Nomisma Energia, basate sulle attuali quotazioni all'ingrosso, una famiglia tipo potrebbe arrivare a spendere nel 2026 circa 515 euro in più per luce e gas rispetto al 2025, con un incremento del 23%. A pesare maggiormente sarebbe il gas, con un aggravio annuale stimato intorno ai 429 euro, mentre per l'elettricità l'aumento sarebbe di circa 86 euro. 
Il conto diventerebbe ancora più pesante considerando i carburanti: Nomisma stima per settembre un prezzo medio tra benzina e diesel di circa 2,02 euro al litro, contro 1,66 euro dello stesso mese del 2025. Per una famiglia che consuma mille litri l'anno significherebbe altri 362 euro di spesa. Complessivamente, quindi, l'aggravio energetico potrebbe avvicinarsi agli 877 euro annui.

I dati del mercato confermano le tensioni. Il PUN, riferimento dell'elettricità all'ingrosso italiana, è passato da 0,119 euro/kWh a maggio a 0,157 euro a luglio, mentre nella prima metà di agosto le quotazioni si sono mantenute su livelli ancora superiori. Ancora più rilevante potrebbe essere l'impatto sulle imprese. 
Le stime indicano un incremento della spesa energetica nell'ordine del 54% rispetto al 2025, con conseguenze particolarmente pesanti per industria, commercio e attività ad alta intensità energetica.
Il rischio è che il caro energia non rimanga confinato alle bollette. L'aumento dei costi di produzione e trasporto potrebbe infatti trasferirsi sui prezzi finali, riaccendendo le pressioni inflazionistiche e comprimendo il potere d'acquisto delle famiglie proprio nella seconda parte dell'anno.

Marta Zanni