Una piazza gremita, lo sguardo rivolto verso un passato che torna a parlare con voce nuova. Nova Siri ha celebrato il suo figlio più illustre e controverso, Diego Sandoval de Castro, con una due giorni che ha mescolato storia, poesia, musica e teatro, restituendo al poeta rinascimentale una dimensione molto più ampia e sfaccettata di quella tramandata dalla tradizione. L’occasione è stata il convegno inaugurale del progetto "Sentieri del Benessere", che ha preso il via con un fitto programma di iniziative destinate a proseguire per tutta l’estate, fino al gran finale dello spettacolo itinerante "A Bollita 1546. Sogno, passione e sangue sulle tracce di Diego Sandoval de Castro", in programma mercoledì 29 luglio nel centro storico del paese.
Ad aprire i lavori, il sindaco Antonello Mele ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa, inserita a pieno titolo in un disegno più ampio di valorizzazione territoriale. «La cultura non è un ornamento, ma un motore di sviluppo – ha dichiarato – e Sentieri del Benessere punta proprio a questo: integrare interventi materiali e immateriali per trasformare i luoghi in occasioni di crescita e di attrazione». Un concetto ripreso poi dall’assessore comunale alla Cultura, Maria Giuseppina Pugliese, che ha invitato la comunità a farsi parte attiva del processo, mentre l’assessore regionale Cosimo Latronico ha garantito il sostegno della Basilicata, con strumenti di finanziamento e accompagnamento per percorsi culturali di lungo respiro.
Ma il cuore della serata è stato il confronto scientifico, che ha dato corpo a un’operazione di revisione storiografica attesa da tempo. Diego Sandoval de Castro, signore di Bollita – l’antico nome di Nova Siri – è stato per decenni ricordato soprattutto per il tragico epilogo della sua vicenda umana, intrecciata a quella di Isabella Morra, la poetessa di Valsinni uccisa per ordine dei fratelli, che di Sandoval era amica e forse amante. Un racconto di sangue e passione che ha finito per schiacciare la sua figura, riducendola a comprimario di un dramma familiare. Gli studiosi intervenuti al convegno hanno invece restituito un ritratto completamente diverso: quello di un intellettuale a tutto tondo, uomo d’arme ma anche poeta raffinato, inserito nei più vivaci circuiti culturali dell’epoca, tra Roma e Firenze, in dialogo con i maggiori esponenti del Rinascimento italiano.
A tracciare questa nuova biografia è stato Giuseppe Varasano, storico del Mezzogiorno rinascimentale, che ha ricostruito i viaggi, le frequentazioni e le ambizioni letterarie di Sandoval, mostrando come la sua produzione poetica non possa essere letta solo come riflesso delle vicende sentimentali. «Superiamo l’immagine del soldato di ventura – ha spiegato Varasano – per riconoscergli il ruolo di protagonista della cultura meridionale, capace di muoversi con disinvoltura tra corti e cenacoli intellettuali». A rafforzare questa tesi è intervenuto Tobia Raffaele Toscano, professore emerito di Letteratura italiana all’Università Federico II di Napoli e uno dei massimi esperti della poesia rinascimentale, che ha analizzato il Canzoniere di Sandoval de Castro, evidenziandone l’autonomia poetica e la qualità stilistica, lontana da qualsiasi dimensione ancillare o puramente biografica.
La serata è stata inoltre impreziosita dalle letture poetiche, accompagnate dalle musiche di Daniele Crispino, ispirate a sonorità medievali e rinascimentali, e da una scenografia evocativa curata da Antonietta Dimatteo e Nino Oriolo, che ha trasformato il palco in un gioco di simboli e rimandi visivi al Cinquecento. Un’atmosfera che ha preparato il pubblico all’evento clou: lo spettacolo itinerante di mercoledì 29 luglio, con testi e regia di Giuseppe Ranoia, che porterà gli spettatori a camminare tra i vicoli del borgo antico, rivivendo le vicende di Sandoval, di Isabella Morra e di Antonia Caracciolo, la moglie del poeta, figura finora ingiustamente in ombra.
Lo spettacolo, intitolato "A Bollita 1546. Sogno, passione e sangue sulle tracce di Diego Sandoval de Castro", non è una semplice rappresentazione teatrale, ma un vero e proprio viaggio immersivo nella storia. Le scene saranno distribuite in diversi angoli del centro storico, trasformando il paesaggio urbano in un palcoscenico diffuso, dove il pubblico – guidato da attori e narratori – si muoverà insieme ai personaggi. La narrazione, frutto di un approfondito lavoro di ricerca documentaria, restituisce complessità ai protagonisti, supera le interpretazioni consolidate e dà voce anche al popolo di Bollita, rendendo gli spettatori parte attiva del racconto. «Non si tratta solo di rievocare un dramma – spiega la nota di regia – ma di restituire a questa terra una memoria viva, fatta di contraddizioni, passioni e sogni».
Lo spettacolo, che sarà replicato il 12 agosto, prevede due turni di rappresentazione, alle ore 20.00 e alle 21.30, e si concluderà con una degustazione di piatti tipici, a suggellare un’esperienza che unisce cultura, enogastronomia e paesaggio. Un modello che rientra pienamente nella filosofia di "Sentieri del Benessere", il progetto sostenuto dalla Regione Basilicata che coinvolge i Comuni di Nova Siri, Rotonda, Latronico, Chiaromonte e San Severino Lucano in un percorso integrato di valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, attraverso interventi di rigenerazione dei luoghi e nuove modalità di fruizione del territorio.
Il convegno e lo spettacolo rappresentano dunque il primo, significativo passo di un cammino che intende riscrivere il rapporto tra comunità e memoria. Nova Siri, con la sua Bollita, non è più solo lo sfondo di una tragedia romantica, ma il centro di una narrazione più ricca e vera, capace di restituire dignità a un poeta che merita di essere letto e amato per le sue parole, non solo per il suo destino. E mentre il borgo si prepara ad accogliere gli spettatori delle prossime serate, l’entusiasmo dei presenti lascia intendere che la strada tracciata è quella giusta: perché la storia, quando viene raccontata con rigore e passione, smette di essere polvere e torna a respirare.


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