Una giornata di fuoco quella appena trascorsa in Sicilia, con il sole che ha lasciato spazio al fumo e alle fiamme in molti angoli dell'Isola. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha effettuato nella tarda mattinata un sopralluogo alla sala operativa unificata di Protezione civile regionale, il centro nevralgico da cui viene coordinata la macchina dei soccorsi. Un gesto di vicinanza e al contempo un atto di verifica, per toccare con mano il lavoro incessante di chi, dietro le quinte, combatte una battaglia contro il fuoco che ha messo a dura prova il territorio.
"Sono venuto personalmente per verificare da vicino il coordinamento delle operazioni di contrasto agli incendi che in queste ore stanno colpendo duramente diversi territori della nostra Isola – ha dichiarato il presidente al termine del sopralluogo –. Questa sala è il cuore del sistema regionale di emergenza, dove Vigili del fuoco, Corpo forestale e Protezione civile interagiscono in maniera immediata, permettendo così di intervenire nel minor tempo e nel miglior modo possibile nel contrasto ai roghi, ottimizzando l'impiego dei mezzi a terra e aerei".
I numeri parlano di un'emergenza di vaste proporzioni. Dalla mezzanotte del giorno precedente sono state 344 le richieste di intervento pervenute, un flusso continuo che ha messo a dura prova l'intera struttura regionale. Per fronteggiare l'ondata di incendi, si sono alternate nel corso della giornata 5.000 unità del Corpo forestale, mentre 130 squadre di Vigili del fuoco, per un totale di 650 uomini, e 150 squadre della Protezione civile con 450 unità hanno presidiato il territorio senza sosta. Sul fronte aereo, il dispositivo ha schierato sei Canadair, dieci elicotteri della flotta regionale e tre della flotta nazionale, che si sono alternati nei cieli dell'Isola per spegnere i focolai più estesi.
Il bilancio delle operazioni, al momento del sopralluogo, parlava di 300 roghi già spenti. Ma l'emergenza non è ancora finita. I fronti più critici sui quali le squadre stanno concentrando i loro sforzi sono localizzati in diverse province: a Casaboli e Bivona, nell'Agrigentino; ad Alimena, nel Palermitano; a San Cataldo, nel Nisseno; a Galati Mamertino, nel Messinese; senza dimenticare alcune zone del Parco delle Madonie, un polmone verde di inestimabile valore, e il Siracusano, dove le fiamme minacciano ulteriori aree boschive. In tutti questi luoghi, uomini e mezzi sono impegnati in operazioni complesse per domare le fiamme e proteggere le abitazioni civili.
"Ai siciliani dico che la Regione è in campo con tutte le forze disponibili e con il massimo impegno, rivolto a tutelare persone, abitazioni e patrimonio boschivo – ha aggiunto Schifani, rivolgendosi direttamente ai cittadini –. Ringrazio uomini e donne della Protezione civile, dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale che stanno lavorando senza sosta con grande spirito di servizio. Insieme chiedo ai cittadini la massima collaborazione. La prevenzione e la segnalazione tempestiva sono fondamentali. Non abbasseremo la guardia finché l'emergenza non sarà rientrata".
Un messaggio che arriva in un momento di grande tensione per la Sicilia, già provata da anni di siccità e da un territorio fragile che rende ogni stagione estiva un banco di prova per il sistema di protezione civile. La sala operativa unificata, con i suoi schermi e le sue mappe interattive, rimane il punto di osservazione privilegiato da cui seguire l'evolversi della situazione e ridistribuire le risorse in tempo reale. Ma è sul terreno – tra sterpaglie in fiamme, colonne di fumo e operazioni di bonifica – che si gioca la partita più difficile. Finché il pericolo non sarà completamente rientrato, il "cuore dell'emergenza" continuerà a battere senza sosta.




