L'euro digitale non è una criptovaluta, né un investimento speculativo, bensì moneta pubblica a corso legale emessa direttamente dalla Banca Centrale Europea (BCE). Progettato per affiancare il contante senza sostituirlo, questo strumento consentirà pagamenti digitali quotidiani sia online che offline (da telefono a telefono senza connessione), garantendo una riservatezza analoga al contante e l'integrazione con l'EUDI Wallet (come l'app IO). Il progetto è stato approvato il 9 luglio 2026, quando il Parlamento europeo ha confermato l'avvio del trilogo con 416 voti a favore. La direzione per l’attuazione e roadmap prevede uno step lungo dodici mesi che verrà avviato nella seconda metà del 2027 con 36 prestatori di servizi di pagamento (tra cui 7 attori italiani come Unicredit e Intesa Sanpaolo), in vista del lancio ufficiale nel 2029.
Come cambia le nostre economie e i mercati
Sul fronte macroeconomico, l'introduzione risponde a un'esigenza critica di sovranità digitale. Attualmente l'Europa dipende per oltre il 60% dei pagamenti con carta da circuiti extra-europei (70% includendo PayPal). L'euro digitale quindi ha il compito di spezzare questa dipendenza da app estere che detengono la possibilità di minare le infrastrutture pubbliche statali. La bozza di regolamento introduce inoltre una norma strategica contro le sanzioni di Paesi terzi, impedendo che soggetti bloccati da restrizioni estere perdano l'accesso ai servizi base. Per tutelare i depositi bancari ed evitare fughe di capitali, la BCE ha previsto limiti di detenzione (ipotizzati a 3.000 euro) e l'assenza di interessi sulle somme custodite.
Opportunità per cittadini e imprese
Per i consumatori, i servizi di pagamento base saranno interamente gratuiti. Per gli esercenti, la normativa introduce tariffe ridotte per legge ed equamente regolamentate, abbattendo le commissioni spesso onerose imposte dai circuiti privati. L'accessibilità sarà universale, tutelando le fasce deboli e le persone con basse competenze digitali. Le banche commerciali agiranno come intermediari offrendo i wallet digitali, mentre la digitalizzazione dei flussi garantirà alle imprese efficienza operativa e standard di sicurezza elevati. Tutto ciò a favore di mantenere i dati all’interno della comunità europea e una sovranità nazionale e nel continente a cui spesso nel corso degli ultimi 80 anni siamo venuti meno.


Patrick Chiavuzzo



