News - 21 luglio 2026, 14:26

Da Ragusa al mondo, Geostudiogroup festeggia 20 anni con il più grande impianto agrivoltaico d'Italia e l'autostrada del Nord Africa

La società iblea di ingegneria ha curato il coordinamento del mega-progetto "Big Fish" alle falde dell'Etna e ora progetta un tratto della superstrada che unirà Tunisia ed Egitto. Un'impresa nata dalle telecomunicazioni diventata realtà internazionale

Da Ragusa al mondo, Geostudiogroup festeggia 20 anni con il più grande impianto agrivoltaico d'Italia e l'autostrada del Nord Africa

Ragusa – C'è un pezzo di Sicilia che si sta facendo strada tra i cantieri più importanti del Mediterraneo e dell'Africa. È quello firmato da Geostudiogroup, società di progettazione e consulenza ingegneristica nata a Ragusa e oggi protagonista di due sfide epocali: il più grande impianto agrivoltaico operativo in Italia, sorto nella Piana di Catania ai piedi dell'Etna, e la progettazione di un tratto della grande autostrada che attraverserà la Libia, collegando il Nord Africa dal confine tunisino a quello egiziano. Due opere che raccontano vent'anni di trasformazione, crescita e visione.

Proprio in questi giorni, i due soci fondatori – gli ingegneri Franco Privitera Garozzo e Salvatore Camillieri – hanno tagliato il traguardo dei vent'anni di attività condivisa, inaugurando la nuova sede operativa in Viale Enzo Ferrari a Ragusa. Un traguardo che non è solo una data sul calendario, ma il simbolo di un percorso iniziato in un settore, quello delle telecomunicazioni, che allora rappresentava la frontiera dell'innovazione e che col tempo ha saputo evolversi, fino ad abbracciare le energie rinnovabili, le grandi infrastrutture e la progettazione ambientale. Oggi l'azienda conta circa trenta professionisti tra dipendenti e collaboratori, un team giovane e altamente specializzato che lavora su progetti in tutta Italia e all'estero.

Il fiore all'occhiello della società, quello che più di ogni altro incarna la capacità di coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità, è il progetto "Big Fish - Sardella". Realizzato nella Piana di Catania, alle falde dell'Etna, è il più grande complesso agrivoltaico già in funzione nel nostro Paese. Si estende su circa 500 ettari, coinvolge diversi comuni del catanese e ha una capacità installata complessiva di 273 MW. Ma ciò che rende l'opera davvero esemplare è il modello agrivoltaico che integra la produzione di energia rinnovabile con la vocazione agricola dei terreni, consentendo di non sottrarre suolo all'agricoltura e offrendo al contempo alle imprese nuove opportunità di diversificazione del reddito. In questo contesto, Geostudiogroup ha ricoperto un ruolo di primo piano occupandosi del coordinamento dei lavori, della supervisione del cantiere, del rispetto delle prescrizioni ambientali e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Un know-how che non si ferma ai confini dell'Etna. La stessa competenza viene applicata in altri impianti siciliani, come "Cannellazza" a Carlentini, i siti di Pachino e Noto, e l'impianto "Landolina" nel territorio di Donnalucata, ma anche in numerose regioni del Centro-Nord Italia. Un segnale chiaro di come la progettazione nata in Sicilia sia oggi richiesta e apprezzata su scala nazionale.

Ma la vera sfida internazionale ha un nome e un tracciato che corre lungo le coste del Nord Africa. Geostudiogroup è infatti coinvolta nelle attività tecniche relative all'autostrada che collegherà la Tunisia all'Egitto, un'infrastruttura strategica destinata a cambiare le rotte commerciali e lo sviluppo dell'intero Mediterraneo. Per il lotto affidato, la società ragusana sta curando il rilievo topografico dello stato dei luoghi con l'ausilio di droni e sistemi GPS mobili, studi geologici e geotecnici, analisi idrogeologiche, supervisione e supporto tecnico alle diverse fasi di sviluppo. Un incarico che porta le competenze nate nella provincia di Ragusa al centro di uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi del continente africano.

E l'Africa non è solo Libia. L'azienda iblea è attiva anche in Gabon, dove sta lavorando a diversi interventi di grande rilevanza sociale e strategica: dalla ristrutturazione di edifici ministeriali alla realizzazione di nuove infrastrutture, villaggi residenziali, alloggi diplomatici e, soprattutto, una centrale idroelettrica da circa 330 MW. Un'opera che non ha solo un valore tecnico, ma garantisce alle comunità locali l'accesso all'energia elettrica, contribuendo allo sviluppo del Paese. Un impegno che dimostra come l'ingegneria possa essere anche uno strumento di progresso sociale.

Il percorso di crescita di Geostudiogroup è stato possibile anche grazie a collaborazioni con operatori nazionali e internazionali di primo piano, tra cui Trina Solar, Elgin, Nadara e Todini Costruzioni Generali. Una rete di relazioni che ha permesso alla società di consolidare la propria presenza in un mercato sempre più competitivo e globale.

A raccontare questi vent'anni sono gli stessi fondatori. Franco Privitera Garozzo, CEO di Geostudiogroup, ricorda con emozione gli esordi: «Quando abbiamo iniziato questo nostro percorso, il settore era diverso. Siamo partiti dalle telecomunicazioni, ma abbiamo sempre avuto la volontà di costruire qualcosa che potesse evolversi insieme alle esigenze di mercato. La crescita di questi anni è stata possibile grazie anche e soprattutto alle competenze del team e alla visione del futuro». Parole che trovano eco in quelle del co-founder Salvatore Camillieri: «Il valore più grande di questi vent'anni è il percorso umano e professionale costruito insieme. Il fatto che una realtà radicata a Ragusa sia coinvolta in progetti in tutta Italia e all'estero dimostra come il nostro territorio possa esprimere competenze capaci di confrontarsi con opere di rilievo».

La celebrazione del ventennale è stata anche l'occasione per inaugurare la nuova sede operativa, uno spazio moderno e funzionale che guarda al futuro senza dimenticare le radici. All'evento hanno partecipato dipendenti, collaboratori, famiglie, clienti italiani e internazionali, in un clima di condivisione che ha messo al centro non solo i numeri e i progetti, ma le persone, quel capitale umano che i due soci definiscono "parte integrante dell'identità aziendale". «Questo è solamente l'inizio di un percorso in cui ogni passo diventa comune e in cui il "Noi" guida quella voce collettiva che dà forma ai progetti dettati dalla visione del domani», hanno concluso.

Vent'anni, quindi, non come punto d'arrivo, ma come trampolino. Da Ragusa, una piccola grande realtà di ingegneria ha saputo guardare lontano, coniugando competenza, innovazione e uno sguardo internazionale che oggi la porta a firmare opere destinate a segnare il futuro energetico e infrastrutturale del Paese e del Mediterraneo. Una storia che insegna come il talento, se coltivato, possa superare qualsiasi confine.

Redazione

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