Le piccole imprese e le partite Iva tornano al centro delle politiche per la legalità a Palermo. Confcommercio Palermo ha, infatti, varato il progetto “Imprese Mai Sole”, un programma destinato agli operatori economici che subiscono episodi intimidatori o richieste estorsive, con l'obiettivo di ridurre il rischio di isolamento degli imprenditori e rafforzare il percorso di denuncia. Il provvedimento arriva dopo una serie di episodi che negli ultimi mesi hanno interessato attività commerciali del capoluogo siciliano, in alcuni casi colpite più volte, alimentando le preoccupazioni del tessuto produttivo locale.
Tutela concreta per chi denuncia
L'iniziativa prevede la fornitura gratuita di sistemi di videosorveglianza, l'attivazione di servizi di vigilanza privata nei casi ritenuti più delicati e l'assistenza legale durante tutto l'iter della denuncia. Potranno accedere al programma le imprese che abbiano già presentato denuncia alle autorità competenti oppure quelle intenzionate a farlo con il supporto dei legali messi a disposizione dall'associazione. La presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio, ha spiegato che l'obiettivo è evitare che gli imprenditori rinuncino a rivolgersi alle istituzioni per timore di ritorsioni, rafforzando la rete di sostegno tra associazioni di categoria, forze dell'ordine e sistema economico. Il progetto amplia gli strumenti già messi in campo dall'organizzazione sul fronte della legalità e dell'assistenza alle imprese.
Il costo economico dell'illegalità sulle PMI
L'iniziativa si inserisce in un contesto nel quale il peso economico della criminalità continua a incidere sulla competitività delle imprese. Secondo le rilevazioni di Confcommercio nell'ambito della Giornata nazionale "Legalità, ci piace", il 27,7% degli imprenditori italiani dichiara di avere avuto notizia di episodi di usura o estorsione nella propria area di attività e il 25,8% teme di esserne esposto. Oltre l'82% delle imprese ha già investito in misure di sicurezza, soprattutto videosorveglianza e sistemi d'allarme. Le elaborazioni dell'Ufficio Studi Confcommercio stimano inoltre che circa 30 mila imprese del commercio e dei pubblici esercizi siano esposte a un elevato rischio di usura e altri fenomeni criminali. L'illegalità determina una perdita annua di fatturato pari al 6,3%, con un impatto stimato di 4,7 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 195 mila posti di lavoro regolari a rischio, confermando come la sicurezza rientri tra i fattori di competitività per partite Iva, commercianti e piccole e medie imprese.




