Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Entro pochi giorni, esaurite le ultime pratiche burocratiche, i mezzi pesanti entreranno in azione nella frazione di Iannello Inferiore, nel comune di Brolo, sul versante tirrenico del Messinese. Dopo anni di apprensione, timori e segnali inequivocabili di cedimento del terreno, prende finalmente corpo l’intervento di consolidamento geologico che la comunità attendeva da tempo. A comunicarlo è la Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico, l’organismo diretto da Sergio Tumminello che fa capo direttamente alla presidenza della Regione Siciliana guidata da Renato Schifani, la quale ha seguito passo dopo passo l’iter progettuale e amministrativo.
L’opera, finanziata con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio piano regionale di messa in sicurezza dei centri abitati esposti a rischio idrogeologico. L’appalto è stato aggiudicato alla Cospin srl di Catania, che ha presentato un ribasso del 28,1 per cento sull’importo a base d’asta, portando il valore complessivo del contratto a poco più di 3 milioni di euro. Una cifra consistente, giustificata dalla complessità e dall’urgenza delle opere da realizzare su un versante che da anni tiene con il fiato sospeso gli abitanti della zona.
La scelta di intervenire con decisione su Iannello Inferiore non è casuale. L’area in questione, situata sul versante ovest del territorio di Brolo, è classificata con il massimo livello di pericolosità e rischio geomorfologico. Un dato che i fatti hanno purtroppo confermato in più occasioni: negli ultimi anni si sono susseguiti episodi di frane, smottamenti e crolli di materiale lapideo che hanno minacciato case, strade e reti di servizio. Ancora oggi, percorrendo la strada provinciale 143 – un'arteria vitale per la mobilità dell’intero comprensorio – sono ben visibili i segni di quelle ferite: tratti di asfalto deformati, costoni sgretolati e, in alcuni punti, le cicatrici lasciate dai massi precipitati a valle. Non a caso, la stessa provinciale è stata più volte chiusa al traffico per ragioni di sicurezza, creando disagi notevoli ai pendolari, ai mezzi di soccorso e alle attività economiche della zona.
Il progetto definitivo, ora in fase di conclusione amministrativa, prevede un arsenale di soluzioni tecniche mirate a stabilizzare il versante e a prevenire futuri dissesti. Tra gli interventi principali spicca la realizzazione di un sistema di paratie costituito da pali trivellati di grande diametro, ancorati in profondità per contrastare la spinta del terreno e il pericoloso fenomeno di scivolamento verso valle. A queste strutture si affiancheranno pareti di placcaggio, ovvero rivestimenti armati progettati per consolidare le superfici già compromesse e impedire il distacco di nuovi blocchi rocciosi.
Fondamentale sarà anche la gestione delle acque meteoriche, uno dei fattori scatenanti più insidiosi in territori con pendenza accentuata. Il progetto prevede un capillare sistema di drenaggio per convogliare e smaltire le acque superficiali, riducendo al minimo l'infiltrazione nel sottosuolo che spesso lubrifica i piani di scorrimento delle frane. In parallelo, il versante verrà rimodellato con una serie di terrazzamenti sostenuti da muri flessibili in gabbioni metallici riempiti di pietrame: una tecnica antica ma efficace, che unisce funzione strutturale e inserimento paesaggistico, già sperimentata con successo in altri contesti montani e collinari della Sicilia.
Non mancherà un attento lavoro di ripristino ambientale delle aree degradate, con interventi di rinverdimento e ricostituzione della copertura vegetale laddove il suolo è rimasto nudo e esposto all’erosione. L’obiettivo, come sottolineano i tecnici della Struttura, è duplice: restituire sicurezza ai residenti e alle infrastrutture, ma anche ricucire il rapporto tra l’abitato e il paesaggio naturale circostante, troppo spesso martoriato dagli eventi estremi.
La frazione di Iannello Inferiore, che conta poche decine di anime ma rappresenta un nodo cruciale per l'intero comprensorio di Brolo, potrà così tirare un sospiro di sollievo. La partita del dissesto idrogeologico, in Sicilia, è tra le più complesse e costose, e ogni nuovo cantiere che si avvia è una vittoria contro l’emergenza cronica. L’intervento di Brolo si inserisce in una strategia regionale che, sotto la guida di Schifani, sta cercando di passare dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione strutturale, puntando su progetti esecutivi e risorse certe.
Resta ora da attendere il fischio d’inizio dei lavori, che gli uffici di Tumminello assicurano essere imminente. Per i cittadini di Iannello Inferiore e per tutti gli utenti della provinciale 143, quel giorno segnerà la fine di un incubo e l’inizio di una nuova stagione di sicurezza. Un cantiere che vale tre milioni di euro, ma che per chi abita quelle strade non ha prezzo.




