News - 14 luglio 2026, 09:42

Sicilia in Bosnia: una settimana di gusto per conquistare i Balcani

Oltre venti aziende dell'Isola protagonisti a Sarajevo con la "Diplomazia del gusto". L'assessore Sammartino: "Così apriamo le porte a un mercato in forte espansione".

Sicilia in Bosnia: una settimana di gusto per conquistare i Balcani

C'è un profumo di zagara e di mare che, per quattro giorni, ha avvolto le sale dell'Ambasciata d'Italia a Sarajevo. Non si è trattato di una semplice festa popolare, ma di una operazione di "diplomazia del gusto" che ha visto la Sicilia proiettarsi verso i mercati dei Balcani occidentali con tutta la forza della sua tradizione agroalimentare. Dal 6 al 9 luglio 2026, la capitale bosniaca è diventata il crocevia delle eccellenze del Mediterraneo in occasione dell'XI edizione della "Settimana della Cucina Italiana nel Mondo", evento che gode del prestigioso riconoscimento dell'Unesco come patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

L'iniziativa, battezzata "Sicilia a Sarajevo 2026", ha rappresentato molto più di una vetrina promozionale. È stata una missione economica a tutti gli effetti, organizzata grazie alla sinergia tra l'ambasciata italiana e l'assessorato regionale dell'Agricoltura, con l'obiettivo di tessere relazioni commerciali durature in un'area geografica che guarda con crescente interesse alla qualità del "Made in Sicily". A dare il via alle danze è stata una nutrita rappresentanza dell'Isola, composta da oltre 20 aziende pronte a confrontarsi con importatori, ristoratori e operatori del settore provenienti non solo dalla Bosnia-Erzegovina, ma da tutto l'ambiente balcanico.

"Abbiamo voluto accompagnare fisicamente le nostre imprese in questo viaggio, perché crediamo che la presenza diretta sul campo sia l'unico modo per abbattere le barriere culturali e commerciali – ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura, Luca Sammartino –. La Bosnia-Erzegovina non è solo un mercato di sbocco, ma rappresenta una porta d'accesso privilegiata verso l'intera regione balcanica, un'area in forte crescita dove la domanda di prodotti di alta gamma è in costante aumento. Ringraziamo l'Ambasciata per la collaborazione: senza il loro sostegno, questa operazione non sarebbe stata possibile con questa efficacia".

A condurre la delegazione tecnica dell'assessorato è stato Ignazio Mannino, che ha seguito passo dopo passo gli incontri bilaterali e le degustazioni riservate. "Abbiamo portato il meglio della nostra terra – ha spiegato Mannino –, dal comparto vitivinicolo, con i nostri grandi rossi e bianchi autoctoni, a quello oleario, passando per i cereali e le produzioni ittiche trasformate. Questi sono i pilastri dell'identità siciliana, e i mercati di quest'area li apprezzano perché sanno raccontare una storia fatta di qualità, salubrità e tradizione. Un ringraziamento particolare va alla dottoressa Castellani e alle istituzioni bosniache, che hanno creduto in questo percorso di promozione dell'identità produttiva".

L'evento, che si inserisce nel più ampio quadro della valorizzazione delle filiere agroalimentari italiane all'estero, ha avuto un duplice volto. Da un lato, il momento istituzionale e formativo, con tavoli tecnici dedicati alla certificazione dei prodotti e alle opportunità di investimento. Dall'altro, l'esperienza sensoriale: le serate di degustazione hanno offerto un viaggio tra i sapori della Sicilia, con abbinamenti tra i vini dell'Etna e del Belice e le specialità a base di pesce azzurro trasformato secondo le antiche ricette della tradizione costiera. Un successo che conferma come la dieta mediterranea, più che una moda, sia un linguaggio universale capace di unire popoli e creare valore economico.

L'operazione "Sicilia a Sarajevo" non si esaurisce però nei quattro giorni di manifestazione. Per le aziende partecipanti si aprono adesso concrete prospettive di export verso un'area che, grazie agli accordi di stabilizzazione e associazione con l'Unione Europea, sta allineando i propri standard qualitativi a quelli comunitari. La sfida, per i produttori siciliani, sarà quella di mantenere inalterata l'autenticità dei propri prodotti, adattandoli al contempo ai gusti di un consumatore balcanico che riscopre il piacere del cibo genuino. Con questa iniziativa, la Regione Siciliana traccia una rotta chiara: fare della qualità agroalimentare non solo un vanto culturale, ma un motore di sviluppo internazionale.

Redazione

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