News - 09 luglio 2026, 10:50

Racket e estorsioni, a Carini le istituzioni stringono un fronte comune. Tamajo: "Nessuno deve sentirsi solo"

L'aula del Consiglio comunale ha ospitato un vertice straordinario voluto dall'assessore regionale Edy Tamajo con il prefetto Mariani, i sindaci del comprensorio, le forze dell'ordine e gli imprenditori. Al centro, la scia di intimidazioni che ha colpito alcune aziende del territorio, tra cui quella di Tommaso Dragotto. Un messaggio chiaro: lo Stato c'è e non arretra.

Racket e estorsioni, a Carini le istituzioni stringono un fronte comune. Tamajo: "Nessuno deve sentirsi solo"

Una sala gremita, quella del Consiglio comunale di Carini, per un incontro che ha assunto i contorni di una mobilitazione collettiva contro il clima di paura che negli ultimi giorni si è abbattuto su alcune realtà produttive del comprensorio. A convocare il vertice, su impulso dell'assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, sono state le istituzioni nelle loro articolazioni più alte, con l'obiettivo di ricostruire un fronte compatto tra rappresentanti dello Stato, amministratori locali e mondo dell'impresa. Al tavolo, tra gli altri, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, i sindaci dell'area, i vertici delle forze dell'ordine e numerosi imprenditori, molti dei quali hanno portato il peso di un disagio che da tempo non si limitava a voci di corridoio.

L'elemento scatenante è stata l'ennesima intimidazione, quella che ha preso di mira l'azienda di Tommaso Dragotto, imprenditore noto per il suo impegno nel settore agricolo e commerciale. Un episodio che ha rotto un equilibrio già fragile, facendo emergere con forza il sentimento di solitudine che molti operatori economici avvertono quando si trovano a fare i conti con minacce, atti vandalici o richieste estorsive. Da qui la decisione della Regione di non limitarsi a una condanna di circostanza, ma di trasformare l'indignazione in un atto politico e amministrativo concreto.

"L'obiettivo di questo incontro – ha dichiarato Tamajo al termine dei lavori – era innanzitutto ascoltare. Ho raccolto la paura, lo sconforto e il senso di solitudine espresso da tanti imprenditori che ogni giorno investono, creano occupazione e rappresentano un presidio di legalità e sviluppo per questa parte della Sicilia. A loro dobbiamo dare una risposta concreta e immediata". L'assessore ha voluto sottolineare come il confronto non sia stato un semplice passaggio rituale, ma l'avvio di un percorso che deve tradursi in azioni tangibili sul territorio.

Particolarmente significativa è stata la presenza del prefetto Mariani, che ha accolto senza riserve l'invito a partecipare, interpretando il suo ruolo come garante di quella presenza statuale che troppo spesso viene percepita come distante o inefficace. Tamajo ha voluto ringraziarlo pubblicamente, insieme ai sindaci e ai rappresentanti delle forze dell'ordine, per la sensibilità istituzionale dimostrata. "La presenza dello Stato oggi è un segnale forte – ha aggiunto l'assessore – ma deve tradursi in un impegno costante. Non possiamo consentire che la paura condizioni chi ha scelto di investire onestamente nella nostra terra".

Nel corso dell'incontro sono emerse diverse criticità: la cronica sotto-organico delle forze di polizia in alcune aree, la difficoltà di ottenere tempestive risposte dalla magistratura, ma anche la riluttanza di molti commercianti e agricoltori a denunciare per timore di ritorsioni. Su tutti questi fronti, il vertice di Carini ha rappresentato un punto di svolta, con l'impegno a istituire un tavolo di monitoraggio permanente che coinvolga prefettura, procure e associazioni di categoria, per seguire l'evoluzione del fenomeno e proporre soluzioni condivise.

Ma il messaggio più forte è stato quello rivolto direttamente a chi ogni mattina apre la propria attività senza sapere cosa troverà. "Serve una grande alleanza tra Prefettura, istituzioni, amministrazioni locali, forze dell'ordine e sistema produttivo – ha concluso Tamajo –. Solo lavorando insieme possiamo rafforzare il presidio della legalità e affermare con determinazione che lo Stato c'è e non arretra di fronte a nessuna forma di intimidazione. Agli imprenditori voglio dire che non sono soli: la Regione Siciliana continuerà a essere al loro fianco, perché la sicurezza è il primo investimento per la crescita e lo sviluppo dei nostri territori".

L'appello alla responsabilità condivisa ha trovato ascolto tra i presenti, a partire dai sindaci del comprensorio, che hanno annunciato iniziative coordinate per potenziare i sistemi di videosorveglianza e migliorare i servizi di polizia locale, fino alle associazioni datoriali, che hanno offerto la loro disponibilità a creare reti di supporto psicologico e legale per gli imprenditori vittime di estorsioni. Non è mancato un accenno alla necessità di rafforzare la cultura della denuncia, perché ogni episodio taciuto è una vittoria per chi preme sul pedale dell'illegalità.

L'incontro si è chiuso con un lungo applauso, il segno che l'unità d'intenti è la premessa indispensabile per invertire la rotta. La sfida, ora, è trasformare quella compattezza in risultati concreti, giorno dopo giorno, perché lo sviluppo di un territorio passa inevitabilmente attraverso la certezza del diritto e la difesa di chi, con il proprio lavoro, costruisce il futuro della Sicilia.

Redazione

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